Settimana di novità seriali in streaming particolarmente frizzante, che porta in dote un sacco di bella gioventù ma all’improvviso sei vecchissimo (Youth), una discreta quantità di fratellanza e droghe leggere (Brothers), un po’ di sana tristezza (Mis muertos tristes) e una salubre quota mensile di Jane Austen (The Other Bennet Sister).
Escono
HBO MAX
Youth (Gb, 2026) - dal 21/09/2026
Purtroppo, Sharon Horgan in Italia non la conosciamo tanto bene. Ella è una signora irlandese che tante volte fa l’attrice e basta (Together), ma è ancora più brava quando crea le serie (Divorce, Shining Vale) e diventa quasi un fenomeno quando le serie le crea e ci fa pure l’attrice dentro (Pulling, Catastrophe, Bad Sisters). Youth, fortunelli che non siamo altro, rientra nell’ultima categoria ed è scritta e realizzata talmente bene che quasi ti fa dimenticare di essere, sotto sotto ma neanche troppo, una commedia romantica. Solo che qui Bridget Jones ha passato i cinquanta, c’ha la menopausa che la rincorre con la sega elettrica in mano, ha da poco divorziato da un marito buono a nulla e si prende cura di due genitori anziani che perdono dita dei piedi e pezzi di memoria rispettivamente a causa del diabete e della demenza incipiente. Eppure Alex, agente letteraria alle prese con una mezza età caotica, non ha la minima intenzione di gettare la spugna, specialmente ora che il figlio Ruari ha fatto come Baglioni e si è sciacquato dal nido: non solo si rimetterà in gioco sentisessualmente parlando, ma potrà anche concentrarsi sulla carriera. Comunque vada sarà un successo, anche perché si sa, il mondo di oggi è fatto esattamente a misura di donna cinquantenne divorziata con figli.
APPLE TV
Brothers (Usa, 2026) - dal 23/09/2026
Accidenti quanto si sbrodolano addosso le prime due puntate di Brothers. Che sarebbe la serie con cui Woody Harrelson e Matthew McConaughey vogliono immortalare la loro fraterna amicizia (occhiolino occhiolino) nell’imperituro archivio dell’etere. Partendo da un pettegolezzo che ha avuto modo di diventare pubblico, i due super amici delle cannette sul portico interpretano la versione pubblica di se stessi alle prese con un discreto grattacapo: la mamma di Matthew, un’anziana signora dal tasso alcolemico ragguardevole, potrebbe come non potrebbe aver confessato di aver conosciuto di persona il babbo di Woody (personaggio notevole) e di essersi scambiata con lui certi fluidi corporei. E prima ancora di partire alla ricerca della verità, Harrelson deve cercare di contenere la crisi di mezza età di McConaughey, che pare intenzionato a candidarsi come governatore del Texas. Parliamoci chiaro, Woody e Matthew sono carini e turbo simpa quando battibeccano o si danno le pacche virili sulle spalle. Ma sembra proprio che parlino direttamente dall’ombelico. Senza contare che McConaughey ha deciso di prendere una strada bizzarra per interpretare una versione fittizia di se stesso: pare l’imitazione di Jim Carrey
che gli fa il verso.
NETFLIX
Mis muertos tristes (Argentina, 2026) - dal 24/09/2026
Pablo Larraín, che di fantasmi se ne intende (Post Mortem, Neruda, Jackie, Spencer, Maria), trae il meglio dalla felice collaborazione con la scrittrice Mariana Enriquez, nota specialmente per i suoi racconti dell’orrore. Insieme, adattano in serie tv alcune delle storie di quest’ultima (tratte da raccolte come Quando parlavamo con i morti e Un luogo soleggiato per gente ombrosa) fondendole in un unico mondo che ha per protagonista Ema. Invece di godersi la pensione recentemente conquistata, l’ex dottoressa Ema deve fare i conti con la scomparsa della madre e con la gestione dell’appartamento nella zona più ostica della città in cui viveva l’anziana donna. Parrebbe un’incombenza anche fattibile, non fosse che Ema è in grado di vedere i morti e convive da sempre (e con laconica rassegnazione) con quello che non considera tanto un dono, quanto una maledizione che la perseguita. Il ginepraio si fa più fitto quando a casa della defunta si presenta anche la nipote di Ema, Julie, una ragazza emarginata che confessa alla nonna un segreto: anche lei, da poco, riesce a vedere i morti. E non è che sia particolarmente entusiasta della novità, tanto da sparire senza lasciare detto nulla. La città immaginata per ospitare l’adattamento di I miei tristi morti non può che riempire d’orgoglio il suo stesso titolo, versando sulle teste degli spettatori una secchiata di uggia girata in maniera sublime.
NOW
The Other Bennet Sister (Gb, 2026) - dal 26/09/2026
In pratica c’è che per tanti anni Sky Italia è stato il posto in cui arrivavano da noi le serie più succose prodotte e distribuite da HBO (Il trono di spade e The Pitt, solo per dirne due). Poi succede che HBO arriva in Italia, è successo a gennaio, e Sky è rimasta con il cerino in mano, senza serie di peso e qualità da trasmettere per giustificare quella libbra di carne che ogni mese ti affettano dal didietro per l’abbonamento. Quindi finisce che Sky deve andare in giro per il mondo (ovvero nel Regno Unito) a raccattare le serie che sono rimaste a fare le snob nel recinto del mercato anglofono. Dice culo, a Sky, che tanti di questi titoli siano roba trasmessa dalla BBC, ad esempio The Other Bennet Sister, che per tutti i fans di Jane Austen e Orgoglio e pregiudizio è stato più o meno il carnevale di Rio perché racconta la missione secondaria di Mary, la terza sorella Bennet che nel romanzo originale nessuno si calcola. Non guasta, per tutti gli altri, che The Other Bennet Sister sia una commedia drammatica deliziosa anche al di là delle passioni letterarie.
Escono anche
American Hostage (Usa, 2026) - dal 21/09/2026 su Mediaset Infinity: in principio fu una storia vera pazzurda – quella di un uomo che prende in ostaggio il suo intermediatore finanziario e manda in tilt tutta la città di Indianapolis – che di conseguenza è diventata un documentario intitolato Dead Man’s Line, poi un podcast di quelli con la gente che recita (una volta si chiamavano radiodrammi) a cui ha partecipato anche Jon Hamm, quindi un film di Gus Van Sant passato a Venezia (Il filo del ricatto - Dead Man’s Wire) e alla fine anche una serie tv, che in realtà sarebbe l’adattamento del podcast di cui sopra. Tanto che ha lo stesso titolo e lo stesso protagonista (Jon Hamm). L’unico abbonato a Mediaset Infinity che sta leggendo sappia che la serie non è nemmeno male.
Minerva - La scuola (Italia, 2026) - dal 22/09/2026 su Netflix: è Mare Fuori, ma dalla parte delle guardie. Ovvero è la storia di una manciata di adolescenti che iniziano a frequentare il liceo militare di Napoli. Io non penso di avere il cuore e il fegato per parlare di una roba del genere senza infilare un rosario di blasfemie che mi farebbe meritare il confino alle Tremiti. Ma sono abbastanza convinto che, nel 2026, produrre propaganda pro-esercito per ragazzini mascherata da serie adolescenziale sia una roba da mentecatti.
Habeas corpus (Brasile, 2026) - dal 23/09/2026 su Netflix: che il genere umano sia una malarazza è quasi sicuro, ma si accettano ancora obiezioni. Quel che è certo, invece, è che punirlo prima del verdetto definitivo con un melodramma legale brasiliano intitolato Habeas corpus è di una crudeltà veterotestamentaria. Però fate conto che questa serie sia una specie di Le regole del delitto perfetto al contrario: una stimata professoressa di diritto mette insieme i suoi studenti più brillanti e insegna loro come scovare e ribaltare le condanne ingiuste. Una delle laureande, tuttavia, nasconde un segreto terribile: è stata al concerto di Ultimo a Tor Vergata.
Delusion (Thailandia, 2026) - dal 24/09/2026 su Netflix: già sei un’eroina perché fai l’insegnante – e ti meriteresti non so se proprio una statua equestre ma quantomeno un busto –, ma poi vivi e lavori in una zona rurale della Thailandia che sarà anche tranquilla e tutto quello che vuoi, ma a un certo punto sarebbe anche bello andare al cinema senza prendere l’idrovolante; e in più devi occuparti di tuo padre che è anziano e affetto da demenza, senza contare che adesso il resto del villaggio lo accusa di aver rapito e ucciso un bambino, e adesso vorrebbe esorcizzare il vecchio; quantomeno non sei costretta a fare coppia con uno sbirro appena trasferito in campagna. E invece.
Shaque: Trust no one (India, 2026) - dal 24/09/2026 su Netflix: thriller di mamme inviperite indiane che ha per protagonista Anvita, a cui rubano la figlia Apeksha il giorno stesso del parto mentre dorme accanto alla madre nel letto d’ospedale. Otto anni dopo, Anvita è ancora inviperita nonché convinta che dietro la scomparsa della sua bimba ci sia un maledetto culodiscimmia infame. Fortuna vuole che il sequestratore sia un po’ matto e decida di spedire alla mamma un indizio sospetto che la fomenta a cercare ancora più forte di prima.
Il problema finale (Spagna, 2026) - dal 25/09/2026 su Netflix: miniserie tratta dall’omonimo e delizioso romanzo giallo di Arturo Pérez-Reverte, che omaggia le ambientazioni di Agatha Christie e la tessitura delle indagini ricamate da Arthur Conan Doyle. Fine anni ‘50, un gruppo eterogeneo di persone bloccate da una tempesta nell’unico albergo di un’isoletta vicino a Maiorca, una turista inglese trovata morta nella sua stanza chiusa a chiave. Indaga un genio della logica? Il più grande detective delle Baleari? No. A prendere il comando delle operazioni è Basil, un attore in pensione noto per aver interpretato in passato Sherlock Holmes. Ed è così che gli attori impazziscono e poi diventano come Steven Seagal.
Tutti al college (Usa, 2026) - dal 24/09/2026 su Netflix: adesso vi faccio un esempio particolarmente irsuto di pelo sullo stomaco. Questa roba qui è il revival/sequel dell’omonima sitcom di fine anni ‘80, che aveva fatto capolino anche su Canale 5 (solo la prima stagione) perché era lo spin-off di I Robinson. Siccome anche Tutti al college, come I Robinson, è stata creata e prodotta dallo stupratore seriale Bill Cosby, quasi sicuramente questa nuova versione sta contribuendo a pagare le sue spese legali. Ah, dimenticavo. Tutti al college, l’originale, aveva per protagonista la secondogenita di casa Robinson, Denise (interpretata da Lisa Bonet), che andava all’università e doveva condividere la stanza con Marisa Tomei. Alla fine della prima stagione, Lisa Bonet restò incinta e Cosby la licenziò in 0,2 secondi sentenziando che “Lisa Bonet può rimanere incinta, Denise Robinson no”. Sipario.
Paolo (Francia, 2026) - dal 25/09/2026 su HBO Max: scritta e diretta da un regista malandrino a cui piace prendersi gioco dei privilegiati mentre fa trottolare lo spettatore appresso a punti di vista fallaci – Sebastien Marnier, quello di L’ultima ora e Un vizio di famiglia –, Paolo è un thriller psicologico che si nutre di invidia, di ambizione, ma anche un po’ di sgomento perché, a sorpresa, nessuno degli attori francesi coinvolti ha torturato la pronunzia del nome “Paolo”. Bravi tutti.
4 Blocks Zero (Germania, 2026) - dal 25/09/2026 su HBO Max: prequel di un’altra serie, che si intitola 4 Blocks (la trovi su Prime Video) e racconta le menate del capo di una famiglia di narcotrafficanti berlinesi, 4 Blocks Zero è tanto fantasiosa quanto suggerisce il titolo e svela cos’ha convinto il giovane Ali Hamadi, studente modello appena immigrato in Germania con la famiglia, a diventare il boss della ‘ndrangheta libanese di Neukölln. Spoiler: sono i soldi e il potere che l’hanno convinto, ma c’entrano anche uno zio losco e un clima sociale non particolarmente disteso.
Il parcheggio muto delle docuserie
NOW
Veleno (Italia, 2026) - dal 21/09/2026
Tornano
NOW
Twisted Metal (Usa, 2023) - seconda stagione dal 21/09/2026
(avevamo parlato della prima stagione appena qualche numero fa)
Extra
Qualche notizia dal mondo delle serie (a cura di Giulia Ciappa)
La serie della settimana: The Gentlemen
Viva Hannah
Il ricercato Hugh
Workplace comedy per Prime
Attenti a Ryan



