Fuori le serie! 🛋️ #338 - Sul ponte sventola bollino rosso
Settimana di canicola benedetta dal ritorno di Larry David con una serie di sketch a tema che potrebbero persino rendere meno tossica la vostra esperienza con gli Stati Uniti (Life, Larry, and the Pursuit of Unhappiness), mentre l’ansia regna sovrana in cucina per l’ultima stagione di The Bear.
Escono
NETFLIX
Il ragazzo dell’ultimo banco (Corea del Sud, 2026) - dal 26/06/2026
Gli amici coreani ce l’avevano lì, a portata di mano. L’occasione per realizzare la serie più bizzarra, repellente e metatestuale di sempre. E invece hanno conigliato e si sono limitati a fare la scelta più responsabile e meno passibile di denuncia. Partiamo dalle premesse: gli amici coreani, sempre loro, avevano a disposizione i diritti televisivi di un valido thriller psicologico spagnolo pubblicato nel 2006 – Il ragazzo dell’ultimo banco di Juan Mayorga – che era già stato ottimamente adattato per il cinema da François Ozon (Nella casa). È la storia di uno scrittore di mezza età fallito che si è riciclato come professore all’università e vive da tempo una vita priva di spunti, finché non si imbatte in un timido studentello che non solo è in grado di infilare due frasi di seguito senza l’aiuto di Chat GPT, ma è addirittura in possesso di un talento letterario abbacinante. L’insegnante si risveglia dal suo torpore e si auto nomina mentore del ragazzo, scoprendosi ossessionato dagli scritti in cui lo studente osserva dall’esterno le vite dei suoi compagni di classe. In questa versione coreana, il professore è interpretato da Choi Min-sik. Il mondo ha scoperto che Choi Min-sik era un attore enorme dopo averlo ammirato in Old Boy. In Old Boy c’è una scena famigerata in cui Choi Min-sik è costretto a mangiare un polpo vivo.
Arrivo al dunque: non era meglio una versione di Il ragazzo dell’ultimo banco in cui il vero Choi Min-sik fa da mentore a un giovane attore dopo averlo visto mangiare le cose più allucinanti senza battere ciglio? Tipo che un giorno egli si presenta al corso di recitazione, pranza con un serpente e con un elenco telefonico e Choi Min-sik impazzisce? Poi il thriller psicologico lo aggiungiamo in post-produzione. Vado a mettere la testa nel ghiaccio.
HBO MAX
Life, Larry, and the Pursuit of Unhappiness (Usa, 2026) - dal 26/06/2026
Sono assolutamente convinto che, tra i burloni vivi e vegeti, Larry David sia l’assoluto vincitore nella lotteria genetica della comicità. E no, non sto cercando di farmi cancellare per antisemitismo solo perché c’è troppo caldo per lavorare. Intendo dire che a Larry David viene naturale la cosa più controintuitiva possibile: far ridere, e tanto, e con intelligenza sopraffina, comportandosi in maniera antipatica, respingente, sgradevole, burbera, fastidiosa, senza filtri, lamentosa ed egoista. Larry David ha da ridire su tutto e tutti, e fa ridere. Larry David viene invitato a omaggiare Steve Martin per l’assegnazione del Mark Twain Prize for American Humor, lo infama per 7 minuti abbondanti suggerendo che la prossima volta il comitato del premio potrebbe scegliere meglio, ed è un monologo esilarante.
Larry David si vanta insieme a Jerry Seinfeld di essere diventato schifosamente ricco grazie all’ultima sitcom che ha potuto incassare sui meccanismi pubblicitari di un modello televisivo che non tornerà mai più, e la folla di colleghi scornati esulta.
Larry David asciuga le gonadi di Barack Obama, e lui gli produce uno sketch show per celebrare a modo suo il 250° anniversario degli Stati Uniti, ripercorrendo di scenetta in scenetta gli episodi più memorabili nella storia del paese dal punto di vista di uno che è in grado di lamentarsi della costituzione perché non vieta la possibilità di dividere i dessert.
Larry David ha esplorato questo personaggio messianico semi-documentaristico per i 120 episodi di una sitcom durata 25 anni, e ancora non ci si crede che sia finita. Dicci di più Larry. Insultaci un altro po’, per favore.
Escono anche
Wild Cherry (Gb, 2025) - dal 24/06/2026 su Paramount+: questa va dritta nello striminzito faldone etichettato Anche gli inglesi ogni tanto fanno le cacatone trash pensando sia divertente essere statunitensi. Siccome viviamo in un’epoca televisiva in cui la sovraesposizione della cafonaggine dei nuovi ricchi regala spesso grandi successi, i vertici di BBC non erano intenzionati a fare la figura dei pisquani e l’anno scorso hanno dato il via libera a questa montagna di pattume col fiocco in cui due mamme ricche e le rispettive figlie viziate sono protagoniste di una telenovela pretenziosa con delitto incorporato. Poi, ovviamente, gli inglesi rimangono eccellenti realizzatori di serie anche quando non vogliono, e Wild Cherry è il miglior intrattenimento possibile per chi è in convalescenza da una lobotomia.
Agent Kim Reactivated (Corea del Sud, 2026) - dal 26/06/2026 su Netflix: a costo di sembrare ripetitivo questa settimana l’estate ha deciso di essere particolarmente violenta, e non sono sicuro che una serie coreana con tre ex agenti segreti che si agitano come dervisci per ritrovare le figlie rapite da loschi figuri possa essere la scelta più rilassante per staccare dopo una giornata passata a ricacciare indietro i tentativi di autocombustione del tuo stesso corpo, che ormai preferirebbe darsi fuoco piuttosto che tollerare un’altra ora di questa tortura.
Il parcheggio muto delle docuserie
NETFLIX
The American Experiment (Usa, 2026) - dal 24/06/2026
Tornano
HBO MAX
House of the Dragon (Usa, 2022) - terza stagione dal 22/06/2026
(avevamo parlato della prima stagione qui)
NETFLIX
Another Self (Turchia, 2022) - terza stagione dal 24/06/2026
(avevamo parlato della prima stagione qui)
Avatar - La leggenda di Aang (Usa, 2024) - seconda stagione dal 25/06/2026
(avevamo parlato della prima stagione qui)
DISNEY+
The Bear (Usa, 2022) - quinta stagione dal 26/06/2026
(avevamo parlato della quarta stagione qui)
Extra
Qualche notizia dal mondo delle serie. (a cura di Giulia Ciappa)
La serie della settimana: The Four Seasons
Il pilota VPN della settimana: Waiting for the Out
Noah con Lizzy
Adattamenti vari
Hugo per Disney


