Fuori le serie! 🛋️ #336 - Matthew Macfayden? Mcfayden? McConaughey? Quello di Succession
Settimana di novità in streaming che combatte una guerra impari con i fetidi mondiali di calcio di Donald Trump armandosi di un paio di commedie simpatiche che potevano impegnarsi un po’ di più (Alice and Steve, The Miniature Wife), e di un drammone queer polacco che descritto così, senza contesto, potrebbe sembrare una punizione per omofobi ma in realtà dicono sia molto bello.
Escono
DISNEY+
Alice and Steve (Gb, 2026) - dall’08/06/2026
Credo che dietro questa mollezza di commedia con attori bravi e con risultati tra il blando e il chissenefrega, ci sia un ragionamento di cui tenere conto e da cui tenersi alla larga. Dal momento che viviamo in un’epoca in cui le facoltà di concentrazione sono al minimo storico e le quantità di stimoli aumentano con la stessa progressione esponenziale del patrimonio di Elon Musk, il mondo dell’intrattenimento valuta nuovi progetti sulla base della loro capacità di attirare l’attenzione superficiale del pubblico, ovvero il bene più prezioso e sfuggente in circolazione. Non è una novità, ma siamo all’esasperazione. Alice and Steve è una serie che solo per esistere si è dovuta ungere di una premessa scivolosa: Alice e Steve sono amici del cuore da 30 anni; lei ha una figlia ventiseienne (Izzy) che conosce lui da quando è nata, e che una notte decide sua sponte di farselo sul divano di casa di mamma; i due si piacciono e decidono di frequentarsi da un punto di vista romantico. Per parafrasare la saggia Pollon: sembra incesto ma non è, serve a darti l’allegria. Il punto della serie non è esplorare con ironia le problematiche del suo soggetto – certo che Izzy è abbastanza grande per decidere da sola, ma quanto influisce il fatto che Steve abbia il doppio della sua età e l’abbia allegoricamente vista uscire dalla vagina di Alice? – ma titillare la tua malizia e forse la tua prurigine per accalappiarti e incastrarti nell’ennesima esperienza televisiva non particolarmente memorabile.
NOW
The Miniature Wife (Usa, 2026) - dal 09/06/2026
La nota scrittrice, editorialista, polemista e twitterista Guia Soncini – che è una grande appassionata di Succession, come si confà alle persone con un’ottima capacità di comprensione del testo – lo definisce “l’uomo col cognome più refusabile dell’universo” solo perché ella si occupa di faccende ben più popolari di Apichatpong Weerasethakul. Ma è pur vero che a Matthew Macfadyen non si nega mai un Ctrl C + Ctrl V perché il tuo cervello, chissà come mai, fatica ad accettare che la versione corretta del suo cognome non sia Macfayden. A proposito di copiaincolla: a tre anni dalla conclusione di Succession, l’ottima carriera di Macfadyen è in quella strana fase di typecasting in cui ogni nuovo ruolo che gli viene assegnato deve ricordare quello che lo ha giustamente aviotrasportato nell’Olimpo dell’intrattenimento. Il Tom Wambsgans di Succession era un vermiciattolo forte con i deboli, debole con i forti, moralmente discutibile, calcolatore, patetico e ampiamente adorabile con la sua faccia da segugio bastonato. In The Miniature Wife, serie in cui uno scienziato rimpicciolisce per sbaglio la moglie, Macfadyen interpreta un co-protagonista che già dal nome – Les Littlejohn – suggerisce una versione screwball comedy di Wambsgans. Tutto molto divertente per i primi due episodi, ma dieci ore di sta roba metterebbero a dura prova anche i più stoici appassionati del nulla cosmico.
HBO MAX
Proud (Polonia, 2026) - dal 12/06/2026
Insignita del premio principale al più importante festival europeo dedicato alle serie tv, il Festival Séries Mania di Lilla, Proud è un potente racconto queer che viene distribuito con tempismo perfetto per inserirsi nelle celebrazioni del mese dedicato all’orgoglio LGBT. Allo stesso tempo, Proud è anche una serie che dimostra cosa succede quando strappi la Polonia dalle grinfie dell’algoritmo di Netflix e lasci che gli autori abbiano facoltà di pensare con la propria testa. Basta con quell’estetica da cartolina al contrario di depressione sovietica tutta cancro ai polmoni, serial killer nei boschi umidi e gente che avrebbe avuto bisogno di un alfabeto meno complicato. Al suo posto diamo il benvenuto a una storia vera con personaggi veri, ambientata in una società che fa ancora una discreta fatica ad accettare di essere nel 2026. D’altronde, fino a sei anni fa, oltre cento municipalità polacche si auto-dichiaravano ufficialmente (peraltro senza che nessuno gliel’avesse mai chiesto) come “zone libere dall’ideologia LGBT”, qualunque cazzo di cosa voglia significare questa etichetta oltre a “guarda mamma quanto sono omofobo, papa Wojtyla sarebbe orgoglioso, adesso me lo concedi quell’abbraccio che non mi hai mai dato?”.
Escono anche
Un anno dopo l’altro (Usa/Canada, 2026) - dal 10/06/2026 su Prime Video: dramma romantico young adult estivo-lacustre, rigorosamente vietato ai maggiori di ventitré anni che non hanno mai avuto una corrispondenza epistolare con Jeffrey Epstein. E ci siamo tenuti larghissimi con l’età del target di riferimento solo perché di questi tempi le soglie della maturità emotiva e dell’indipendenza finanziaria vengono sempre più posticipate dal gentile bullismo praticato dall’economia di mercato.
The Evil Lawyer (Corea del Sud, 2026) - dall’11/06/2026 su Netflix: c’era una volta un avvocato buono e idealista. E già qui, con questa premessa ucronica, avremmo una giustificazione più che valida da consegnare al medico di famiglia e farci firmare il certificato per chiudere baracca e burattini. A meno che The Evil Lawyer non sia il primo capitolo di una trilogia di k-drama con soggetti fantascientifici: dopo il principe del foro virtuoso c’è il commercialista che insiste per fare pagare le tasse a Jeff Bezos, e poi concludiamo con l’assicuratore che al momento di pagare quanto dovuto non si mette a fare l’azzeccagarbugli.
Viral Hit (Giappone, 2026) - dall’11/06/2026 su Netflix: che grosso sospiro di sollievo. Era da troppo tempo che il Giappone non ci regalava una serie matta e tutta fatta di strane sostanze lisergiche. Cominciavamo a preoccuparci. L’unico peccato di Viral Hit è che sia più una faccenda da adolescenti, ma se avete figli o nipoti da instradare su un sano percorso di droghe senza droghe, questa serie potrebbe essere un valido esordio. La storia è quella di Shimura, sfigato del liceo e pure povero in canna, che fomentato da un sensei immaginario con una testa da gallina apre un canale streaming e trasmette in diretta le risse con i bulli che lo tormentano per cominciare a lucrare sulle botte ricevute.
Il poligamo (Sudafrica, 2026) - dal 12/06/2026 su Netflix: torrida telenovela sudafricana travestita da serie moderna, in cui lui ha scelto il tradimento e lei, rullo di tamburi, ha scelto la vendetta. In Il poligamo potrete trovare tutti gli elementi che vi appassionano in una storia credibile, nello specifico: una segretaria in gonna di pelle che si piega a novanta sulla scrivania del capo, una moglie cornuta e mazziata che tira di boxe a bordo piscina, un fedifrago arrogante che beve il whisky, figli adolescenti colmi di imbarazzo che vengono messi in mezzo. Il dramma del tinello non ha confini.
Tornano
NETFLIX
Storia della mia famiglia (Italia, 2025) - seconda stagione dal 10/06/2026
(avevamo parlato della prima stagione qui)
Il colore delle magnolie (Usa, 2020) - quinta stagione dall’11/06/2026
(avevamo parlato della seconda stagione qui)
Extra
Qualche notizia dal mondo delle serie. (a cura di Giulia Ciappa)
La serie della settimana: Due spicci
Episodio a sorpresa
Cambio di penne
Ritorneremo a Widow’s Bay
La storia secondo Larry
Il dottore, con calma



