Fuori le serie! 🛋️ #331 - In Utero e in tinello, finché Giuli non ci tolga i fondi
Settimana di novità in streaming in cui brilla il secondo originale HBO Max italiano (In utero), che stacca in volata l’A-Team inglese delle accise (Legends) e la serie più invisa a tutti i motori di ricerca del web (M.I.A.).
Escono
NETFLIX
Legends (Gb, 2026) - dal 07/05/2026
Per conquistare tre quarti di mondo all’impossibile ricerca di una spezia che renda meno insipido il proprio cibo, oltretutto partendo da un’isoletta mezza storta e decentrata, ci vuole una certa dose di spregiudicatezza, di arroganza e di distacco dalla realtà inscritti nel codice genetico. Sono convinto che gli inglesi stessi siano consapevoli della faccenda, altrimenti non si spiega questa storia vera avvenuta ben dopo la fine dell’impero, all’inizio degli anni ‘90 del secolo scorso. In pratica succede che l’isoletta mezza storta di cui sopra si ritrovi invasa dalla drogaina e da altre sostanze brutte che causano dipendenza e rovinano ancora di più le dentature indigene. Le quali, poverine, passano dalla padella (generazioni di incesto) alla brace (generazioni di incesto e abuso di droghe sintetiche). La brillante idea del ministro degli interni inglese è di inviare alcuni agenti sotto copertura per infiltrarsi in due giga-cartelli del narcotraffico e smantellarli dal di dentro. Ma dal momento che queste bande criminali sono estremamente potenti, radicate e ammanicate, c’è bisogno di qualcuno che non abbia la faccia da guardia e che sia impossibile da smascherare tramite fughe di notizie. Quindi la domanda è: ci si mette di meno a insegnare a un poliziotto a far finta di non essere un poliziotto, o è più semplice condannare a morte più che probabile un impiegato della dogana con tre settimane di addestramento da agente segreto, certi che gli basterà essere inglese per cavarsi da ogni impiccio periglioso? Quel(o) saggio chioserebbe: la seconda che hai detto.
PARAMOUNT+
M.I.A. (Usa, 2026) - dal 07/05/2026
Non è che dal creatore di Ozark ci si aspettasse la reincarnazione di Twin Peaks o chissà cosa. E forse oggi, a distanza di qualche anno e nonostante la posa da serie importante, possiamo anche ammettere che Ozark era un po’ una palla al kazoo tenuta a galla dalla presenza (e dalla regia) di Jason Bateman. Però M.I.A. è proprio una di quelle serie usa & getta e tutte gratuitamente pulp che finisci di vederle e dici: ah, bella, ma non l’avevo già vista tipo il mese scorso o l’anno scorso o un lustro fa? Giovane protagonista con memoria fotografica sfrutta i suoi innumerevoli talenti per aiutare il padre a trasportare droca per conto di un cartello della Florida. La ragazza si ribella quando i narcotrafficanti cattivoni decidono di ampliare il business al traffico di esseri umani, i bruti la premiano massacrandole la famiglia e lei si segna 12 nomi a cui giurare vendetta. Prima però bisogna ricostruirsi una vita da ventunenne a Miami, ed è noia seriale allo stato puro. Più interessante segnalare che M.I.A. è il titolo più fesso dai tempi di xXx per quanto riguarda la facilità di ricerca su Google, visto che è già un acronimo militare (Missing in Action), nonché il nome di una rappusa inglese di origini srilankesi che 16 anni dopo averci regalato questa bombetta è annegata nel gorgo del complottismo antivaccinista e ha fondato una linea di vestiario che ti protegge da 5G e Wi-Fi, con tanto di cappelli da pescatore in alluminio per non farsi leggere il pensiero venduti alla modica cifra di 100 dollari.
HBO MAX
In utero (Italia, 2026) - dal 08/05/2026
L’intelligenza, al contrario del potere, logora chi ce l’ha. Mentre l’intellighenzia, invece, fa rosicare quelli a cui non è arrivato l’invito nei giri giusti. Come tutte le altre, anche la nostra sotto-intellighenzia in carica (quella delle arti e dell’intrattenimento) è a suo modo possente e austera, e ha la caratteristica precipua di aggrapparsi al privilegio di poter trasformare ogni testo su cui lavora in un melodramma più o meno sguaiato. È la sindrome che gli esperti chiamano Reductio ad dramma del tinello, in cui ogni storia può planare da un momento all’altro nella pesantezza emotiva più catastrofica possibile, meglio se urlata in maniera isterica. Margaret Mazzantini e Sergio Castellitto sono due giganti della narrazione impegnata Roma-centrica e sono stati correttamente individuati da HBO Max per – rispettivamente – firmare e interpretare la loro seconda serie originale italiana (dopo Portobello), distribuita allo scopo di incentivare la penetrazione della piattaforma sul nostro mercato cercando di intercettare quel pubblico alto-borghese convinto che Stranger Things sia un’esotica malattia venerea. Con In utero, profondo dramma medicale che sviscera il significato dell’essere genitori raccontando la quotidianità di una clinica per la procreazione assistita, Mazzantini e Castellitto rivendicano ancora una volta il potere di infilare il dramma del tinello dove e come vogliono, alla faccia nostra che ogni tanto vorremmo anche rilassarci.
Escono anche
Love Is Never Gone (Filippine, 2026) - dal 08/05/2026 su Prime Video: descritto un po’ come un thriller con dell’azione spolverata in cima e un po’ come un drammone romantico con i gangsters spietati che mettono i bastoni fra le ruote, ambientato un po’ del deserto del Marocco e un po’ a Manila o giù di lì, io onestamente non so bene cosa aspettarmi da questa serie filippina che promette di portare un po’ di meravigliosa anarchia nel caotico palinsesto di Prime Video. Eppure sento di poterla consigliare a scatola chiusa a tutti gli eroi e le eroine che hanno accettato il mistero seriale dei k-drama.
Rosa elettrica - In fuga con il nemico (Italia, 2026) - dal 08/05/2026 su NOW: non c’è speranza, saremo per sempre prigionieri dei due anatemi scagliati illo tempore dal fondatore della corporazione dei titolisti italiani, l’illustre Alfredo Dal Caldo - Conte di Testata. La prima maledizione è quella dei titoli che fanno un gioco di parole superfluo con i nomi dei protagonisti; la seconda è quella dei sottotitoli che si sentono in dovere di spiegare esplicitamente quello che stiamo per vedere. Se unisci i due flagelli viene fuori Rosa elettrica - In fuga con il nemico, ovvero una miniserie in cui una volitiva poliziotta di nome Rosa deve scappare da qualcuno che vuole ammazzare lei e il giovane pentito che le è stato affidato in custodia.
Unconditional (Israele, 2026) - dal 08/05/2026 su Apple TV: una mamma israeliana è disposta a tutto pur di salvare la figlia, arrestata in aeroporto a Mosca mentre le due donne stavano per tornare da una vacanza e condannata a 18 anni per traffico di droga. Più la mamma indaga e rimesta nel fango del periodo in cui la figlia ha fatto il servizio militare, più scopre cose losche e disturbanti. Esse basteranno forse a farle passare la voglia di lottare per la liberazione del sangue del suo sangue? Sento che in tutto questo si nasconde una possibile allegoria, ma non ho né le energie, né gli avvocati per andare più a fondo.
Il parcheggio muto delle docuserie
NETFLIX
Worst Ex Ever - Relazioni fatali (Usa, 2024) - seconda stagione dal 06/05/2026
Tornano
PRIME VIDEO
Citadel (Usa, 2023) - seconda stagione dal 06/05/2026
(avevamo parlato della prima stagione qui e anche, in verità, qui)
NETFLIX
L’uomo delle castagne (Danimarca, 2021) - seconda stagione dal 07/05/2026
(avevamo parlato della prima stagione qui)
Thank You, Next (Turchia, 2024) - terza stagione dal 08/05/2026
(avevamo parlato della prima stagione qui)
Extra
Qualche notizia dal mondo delle serie. (a cura di Giulia Ciappa)
La serie tv della settimana: The Pitt
Se aspettate The Bear, è già uscito Gary
La Palma norvegese
Quarta e ultima
I Beatles non finiscono mai
Pretty, pretty, pretty USA




Ozark era una palla?