Fuori le serie! 🛋️ #329 - Regazzini in bici Never Die!
Settimana di novità in streaming ammorbata dal ritorno (di già?!) dei regazzini in bici di Stranger Things, stavolta in versione animata, a cui si contrappone la cupissima nuova miniserie del creatore di Baby Reindeer (Half Man).
Escono
NETFLIX
Stranger Things: Storie dal 1985 (Usa, 2026) - dal 23/04/2026
Questa spremuta di rape tocca metterla in prima linea, sennò sicuro che qualcuno si fa pigliare dallo scorno e roso dalla malinconia comincia a spedire in redazione letterine all’antrace o pennarelli marca Unabomber. Ma beccami gallina se esiste qualcosa di meno appetibile, nel nostro piccolo mondo antico dell’ex tubo catodico, di una serie tv nostalgica di una serie tv nostalgica. Amici e amiche, lo so che è dura da accettare. Anch’io avrei voglia di restare per tutta la vita incastrato nelle storie che ho amato, con i miei personaggi preferiti che proseguono all’infinito nelle loro dinamiche rassicuranti e calorose. Però Stranger Things è finito. Kaput. Terminato. Loro, ovvero i fratelli Duffer e tutto l’indotto di industria dell’intrattenimento che hanno cooptato in questi anni di estremo successo più che meritato, fanno quello che devono fare per contratto e continuano a bullizzare la gallina dalle uova d’oro estorcendole un cartone animato – doppiato in inglese da cloni vocali del cast originale – ambientato fra la seconda e la terza stagione della serie madre. Noialtri, invece di dare soddisfazione a quei pusillanimi cercatori di profitto facile di Netflix, potremmo provare con coraggio a dare una possibilità a una nuova storia. O, se proprio il lutto per la fine di Stranger Things è ancora troppo opprimente, potremmo provare con una cosa nuova (a costo di farmi perdere il mestiere) e coccolare il nostro cordoglio uscendo di casa per accarezzare l’erba o ammirare l’espressione concentrata dei canetti mentre fanno la cacca per strada. Qualsiasi cosa pur di non premiare oltre il suo merito un midquel fine a se stesso che, in quanto a fascino, non ha nulla da invidiare al metadone.
HBO MAX
Half Man (Gb, 2026) - dal 24/04/2026
Che Richard Gadd avesse un mondo interiore sereno ma non serenissimo, si intuiva già piuttosto bene apprezzandone la miniserie d’esordio, Baby Reindeer, ovvero l’opera che gli ha regalato tre Emmy, il plauso del pubblico di tutto il mondo e la certezza di non dover più lavorare come barista per pagare l’affitto in attesa di sfondare come comico di stand-up – o, in alternativa, di essere accoltellato dal suo prossimo stalker. Ora che Gadd è lo showrunner più ricercato sulla faccia della Terra, gli va riservato un plauso per non essersi snaturato nel realizzare la sua opera seconda, una miniserie che fa di tutto per non essere accomodante e per continuare a cristallizzare sul piccolo schermo gli abusi (psicologici ma non solo) tra esseri umani, e gli effetti che questi abusi hanno sulle nostre vite e sulla percezione che abbiamo di noi stessi. Stavolta, fin dal titolo, a farla da padrona è la mascolinità, una parola che oggidì viene raramente associata ad aggettivi che non siano “tossica”, o quando vogliamo sentirci particolarmente simpatici “dubbia”. Per un motivo o per un altro, in Half Man fanno tutti schifo, a partire dai due protagonisti Ruben (lo stesso Gadd) e Niall (Jamie Bell già in odore di premi). Due finti fratellastri – il primo è il figlio dell’ex compagno della madre del secondo – che si ritrovano a condividere l’adolescenza non appena Ruben esce dal riformatorio. Nasce tra loro un rapporto simbiotico, ma anche malato. Costellato di abusi e violenza, di codardia e succubanza, di sentimenti e situazioni estreme che ogni tanto ti fanno venire voglia di dire anche meno, grazie. Ma anche se un bel quadro è tetro, non per questo smetti di ammirarlo.
Escono anche
Kevin (Usa, 2026) - dal 20/04/2026 su Prime Video: Kevin è la prima serie creata da Aubrey Plaza, attrice e comica di discreto culto (tra Parks and Recreation e The White Lotus) che ha scardinato i meccanismi divistici di Hollywood usando come grimaldello un vasto set di espressioni facciali che riassumono ogni sfumatura del fottesega. Kevin è anche un gatto che ci tiene a ricordare più spesso di quanto non serva di aver avuto un prolasso anale. Più che una sitcom animata per adulti, Kevin è un incidente in galleria che non sa se essere Big Mouth o BoJack Horseman, e nel dubbio finisce per sgambettarsi da solo. Che peccato.
Unchosen (Gb, 2026) - dal 21/04/2026 su Netflix: rara miniserie inglese insipida – ah!, la bacchetta magica dell’algoritmo Netflix colpisce ancora – ambientata nell’enclave di un generico culto religioso in cui ipocriti fanatici cristiani costringono vittime fanatiche cristiane a fare a gara con le lepri della campagna circostante a chi sgrava più figli. Il fulcro della storia è la giovane Rosie, e il dubbio che le si pone davanti è se sia più pericoloso l’orrido marito che la tratta come una vacca da monta, o l’affascinante estraneo evaso di prigione e dal passato losco che si trova costretta a nascondere nel pollaio. Povera Rosie. E poveri Asa Butterfield (Sex Education), Christopher Eccleston (Doctor Who) e Siobhan Finneran (Happy Valley), i cui agenti li hanno convinti a partecipare a questo accrocco senz’arte né parte.
Santita (Messico, 2026) - dal 22/04/2026 su Netflix: commedia drammatica sentimentale che, con la tipica sobrietà latina, mette insieme argomenti facili e situazioni perfettamente all’ordine del giorno come una brillante dottoressa che rimane disabile a causa di un incidente, decide di lasciare il suo fidanzato all’altare, fa tutto il sesso possibile, diventa ludopatica, vent’anni dopo ritrova per caso il tizio che aveva mollato – e che per inciso è sempre Gael García Bernal, il quale nel frattempo si è sposato con un’altra ed è rimasto bello come il sole –, tenta di rimarginare una ferita emotiva negletta e plana verso il melodramma più groppo in gola del mese.
Sold Out On You (Corea del Sud, 2026) - dal 22/04/2026 su Netflix: nonostante il nome da terzo membro più famoso di una boyband anni ‘90, Matthew Lee è un giovane contadino che rispetta ogni stereotipo del caso. Bello come un modello di intimo, fa il burbero e sotto sotto c’ha il cuore d’oro. Dam Ye-jin invece fa la presentatrice di televendite, è una stacanovista ed è ossessionata dalla qualità di funghi che, guarda caso, Matthew Lee coltiva. Per avere ancora più miceti da vendere in tv, Ye-jin si reca in campagna a rompere l’anima al povero agricoltore. O scatta la scintilla, o l’intossicazione alimentare. Scegliete voi cosa è meglio.
Bocciato (Francia, 2026) - dal 23/04/2026 su Netflix: il grafomane François Uzan, già ideatore di Candidato unico e co-sceneggiatore di Lupin, sforna un’altra serie simpatica che pare 21 Jump Street con un galeotto al posto degli sbirri. C’è anche da dire che il lavoro da infiltrato del protagonista pregiudicato Eddy è leggermente più semplice rispetto ai colleghi in incognito statunitensi, dal momento che non deve fingersi un liceale nonostante sia palesemente fuori età. Il compito che gli viene affidato per alleggerirsi la pena è quello di sfruttare le sue innati doti matematiche per interpretare un professore e identificare il figlio di un famigerato boss della malavita.
Girigo (Corea del Sud, 2026) - dal 24/04/2026 su Netflix: quando l’horror e lo young adult si incontrano, io personalmente li lascio da soli a fare le loro cose ed esco dalla stanza per andare a cercarmi qualcosa di meglio da fare, e credo anche sia la miglior reazione possibile per una persona che ha scavallato i 25 anni. Per chi è giovane, o per chi si sente giovane e non ha una persona fidata accanto che abbia il coraggio di essere sincera fino in fondo, Girigo parla di liceali alle prese con un’app che esaudisce desideri esigendo un prezzo terrificante.
We’ll Be Fine (Turchia, 2026) - dal 23/04/2026 su Disney+: lui, carismatico ristoratore che indossa giacche di pelle senza tema che l’ascella nucleare possa inficiare il suo fascino; lei, raffinata curatrice di una casa editrice convinta di potersi innamorare solo di qualcuno che riesce a scrivere Houellebecq senza fare copia e incolla. Si incontrano per caso a una festa, e come due Step e Babi qualunque si incapricciano follemente l’uno dell’altra nonostante le differenze sostanziali che li dividono. Riusciranno i nostri eroi a coronare il loro impossibile sogno d’amore? Ma speriamo di sì, più che altro perché sennò poi ci ammorbano con una seconda stagione.
Un minotauro per fratello (Irlanda, 2026) - dal 24/04/2026 su Apple TV: non ci sono tanti studi d’animazione irlandesi in circolazione. Per la verità, a memoria, ce n’è uno solo, che si chiama Cartoon Saloon (mitici) e che ha prodotto piccole chicche come The Secret of Kells, La canzone del mare, I racconti di Parvana e Wolfwalkers - Il popolo dei lupi. Un minotauro per fratello non è la prima serie animata realizzata dagli amici di Cartoon Saloon – in Italia era già arrivata su RaiGulp Skunk Fu! – ma è il loro esordio con una serialità più orizzontale che episodica. I toni rimangono comunque appannaggio dei più piccoli, ma se un cartone è bello fidatevi che è in grado di salvare la serata di ogni genitore costrettə a metterlo su per quieto vivere.
Tornano
PARAMOUNT+
From (Usa, 2022) - quarta stagione dal 20/04/2026
(avevamo parlato della prima stagione qui)
APPLE TV
Criminal Record (Gb, 2024) - seconda stagione dal 22/04/2026
(avevamo parlato della prima stagione qui)
NETFLIX
Running Point (Usa, 2025) - seconda stagione dal 23/04/2026
(avevamo parlato della prima stagione qui)
Extra
Qualche notizia dal mondo delle serie. (a cura di Giulia Ciappa)
La serie tv della settimana: DTF St. Louis
Il pilota VPN della settimana: Small Prophets
Da Canneseries
Nico come Harry
Dallo schermo alla strada
Progetti per Apple TV
Eccolo, David
La tata Scarlett


