Fuori le serie! 🛋️ #327 - Un tatuaggio di Bryan Cranston che balla sui pattini in linea
Settimana ricca di novità in streaming, tra Claudio Bisio guardia autorevole ma bonacciona (Uno sbirro in Appennino), un sequel di The Handmaid’s Tale che rincara giustamente la dose (The Testaments), un revival di Malcolm dopo altri vent’anni di sostanze psicotrope (Malcolm: che vita!) e l’ultima stagione di The Boys, che presumibilmente sarà un documentario sull’amministrazione Trump.
Escono
RAIPLAY
Uno sbirro in Appennino (Italia, 2026) - dal 07/04/2026
Vasco Benassi è considerato dai colleghi lo sbirro migliore in circolazione, ma a lui piace autodefinirsi uno spicchio di letame – solo perché si è dato la regola di non dire parolacce e quindi non può dire sbirro di merda – e chi siamo noi per contraddirlo? Ovviamente c’è molto di più sotto la superficie di questo commissario donnaiolo e finto stronzo che per divisa ha una giacchetta di pelle da zio sessantenne in perenne crisi di mezza età. Così come c’è qualcosina in più del solito sotto la superficie di questo procedurale poliziesco firmato Mamma Rai, ma diretto da Renato De Maria (Paz!) e interpretato da Claudio Bisio. La patina della serie è quella da gingillo per boomer, e lo si intuisce dalle matte risate che dovremmo farci quando Vasco, appena arrivato al paesino sugli Appennini dove è stato trasferito e nel tentativo di individuare il nuovo agente della sezione investigativa, su tre persone disponibili nella stanza si rivolge per ultimo alla giovane donna presente, ovvero l’opzione corretta. Che invece sia un’operazione onesta e non troppo paracula, lo si capisce quando Benassi riesce serenamente a sorvolare sui suoi limiti generazionali e accetta di essere mentore ed ospite della suddetta agente. Strano animaletto seriale questo Uno sbirro in Appennino. Non solo perché in questi tempi di tentate recrudescenze manganellose si serve della parola politicamente scorretta con la S per indicare i poliziotti; ma anche perché accetta il mistero della provincia, dove è più probabile che un anziano testardo si sia avvelenato da solo piuttosto che essere stato assassinato da una badante malvista.
DISNEY+
The Testaments (Usa, 2026) - dal 08/04/2026
Non spariamo sul povero showrunner Bruce Miller, e per una volta facciamo a meno di puntare le fionde sui molto meno poveri vertici della Disney: il fatto che esista un sequel di The Handmaid’s Tale già pronto a un anno dalla fine della serie originale non è, caso più unico che raro, una spremuta di rape per continuare a cavalcare un gran successo e sopperire alla mancanza di idee originali. È piuttosto una faccenda fisiologica che era scritta nelle stelle sin dal 2019, anno in cui Margaret Atwood ha dato alle stampe il romanzo (I testamenti) che riprendeva le vicende narrate in I racconti delle ancelle 15 anni dopo il loro termine. Atwood, d’altronde, con il suo primo romanzo (pubblicato nel 1985) aveva creato un mondo distopico talmente plausibile e talmente ampliabile che sarebbe stato un peccato lasciarlo inesplorato, con tutti gli ulteriori incubi che poteva regalarci. Non vi sto a raccontare come finisce The Handmaid’s Tale, ma vi basti sapere che la teocrazia scervellata di Gilead ne è uscita indebolita ma non del tutto sconfitta, e in The Testaments continua a trattare le donne esclusivamente come fattrici o come schiave in nome di un dio comodamente seduto dalla parte del patriarcato. Stavolta, però, la resistenza interna comincia già a scuola, nell’Accademia per mogli perfette destinate agli Alti comandanti di Gilead presieduta da una vecchia conoscenza, Zia Lydia, e frequentata dalla giovane Chase Infiniti (Una battaglia dopo l’altra), che prende gradualmente coscienza delle follie a cui sono sottoposte lei e le sue coetanee in attesa del menarca. Ora aspettiamoci solo che Trump & i suoi scherani travisino completamente i testi di Atwood e ne traggano ispirazione per la prossima riforma dell’educazione.
Malcolm: che vita! (Usa, 2026) - dal 10/04/2026
Tra tutte le sitcom dell’ultimo periodo in cui la televisione era ancora concettualmente analogica e aveva il potere di creare un immaginario collettivo, Malcolm rimarrà per sempre quella più memorabile. Non solo perché parte dal presupposto che la vita è una faccenda ingiusta, e allora tanto vale mollare gli ormeggi. E nemmeno perché è un raro cenno d’assenso a tutti quei figli di mezzo che tendono a sentirsi messi da parte dalle famiglie, senza avere contezza di vivere nel privilegio di non essere né esperimenti genetico-antropologici come i primogeniti, né cocchi di mamma cresciuti nella mollezza come gli ultimogeniti. A dirla tutta, Malcolm resta tuttora memorabile perché abbraccia con trasporto l’unico vero motivo per cui volere bene a una serie buffa: la locura. Invece di inseguire la vita e tentare di ripulirla e imitarla per dare agli spettatori un senso di sollievo, Malcolm si tuffa nel grottesco, nel surreale e nell’esilarante sozzume della quotidianità disfunzionale di una famiglia con troppi figli, poco reddito e tanto amore mal riposto. Malcolm fa fare questo a uno degli attori più esaltanti della sua generazione, Bryan Cranston, e lui – 7 Emmy, 1 Golden Globe, 2 Tony e una nomination agli Oscar più tardi – risponde promuovendo attivamente l’idea di un revival e riuscendo ad apparecchiarlo in tempo per festeggiare il ventennale della conclusione dell’originale.
Malcolm: che vita! è una miniserie evento di 4 episodi in cui l’eponimo protagonista ha finalmente trovato la pace che cercava, tagliando ogni contatto con la famiglia che durante l’adolescenza l’aveva fatto penare talmente tanto da costringerlo a rompere la quarta parete di una sitcom. Un idillio che non potrà durare, quant’è vero che la vita è una faccenda ingiusta.
NETFLIX
Big Mistakes (Usa, 2026) - dal 09/04/2026
Carina la canzone quella che continua a ripetere che fastidio questo che fastidio quest’altro -
anche perché l’ha co-prodotta l’ottimo burlone diventato virale sui social per il magico pezzullo intitolato KINDER FETTA A LETTO -
ma possiamo innescare il cortocircuito definitivo e dire che palle? Ovvero: possiamo ampliare ulteriormente il circolo del lamento e lamentarci di quelli che si lamentano di quelli che si lamentano di quelli che si lamentano? Perché lamentarsi è bello e divertente tanto quanto scrivere una stroncatura tranchant, ma a un certo punto diventa esercizio sterile e poco costruttivo. La roba difficile è andarlo a raccontare ai millennial e agli zoomers, che vivendo con l’apocalisse in faccia e non avendo ancora trovato le chiavi del ripostiglio dove è rinchiusa la ghigliottina, hanno fatto del lamento una poetica. Dan Levy di Schitt’s Creek (classe 1983) e Rachel Sennott di I Love LA (classe 1995) hanno unito le forze del piagnisteo di due generazioni per creare-sceneggiare – e, nel caso di Levy, anche interpretare – la storia assurda ma non troppo di un fratello e una sorella a cui volere bene mentre li si prende a sberle sulla nuca. Due adulti ma non troppo che da un momento all’altro – complice una mamma (la magnifica Laurie Metcalf) maniaca del controllo e incapace di ascoltare – ottengono una promozione peculiare: da lamentoni che devono ancora prendere in mano le redini delle loro vite, a schiavi della mala turca per ripagare il debito che hanno involontariamente contratto a causa dello loro inettitudine e mancanza di spina dorsale. C’è da ridere, ma anche da riflettere.
Escono anche
Gray (Usa, 2023) - dal 06/04/2026 su MGM+: vent’anni dopo essersi concessa un pre-pensionamento clandestino, l’ex super spia della CIA Cornelia Gray – Patricia Clarkson a rischio carrello dei bolliti insieme al suo deuteragonista Rupert Everett – viene reclutata da un agente dell’unità speciale Cerberus per smascherare una talpa che ha fatto trapelare notizie riservate di alto livello partecipare a una miniserie thriller spionistica competente, ma senza arte né parte.
Star Wars: Maul – Shadow Lord (Usa, 2026) - dal 06/04/2026 su Disney+: dopo essere stato il cattivo più ganzo della nuova-vecchia trilogia di George Lucas – per i semi-profani come me: era quello che in La minaccia fantasma aveva la faccia pittata e agitava una doppia spada laser WIIIIIII – Maul ha perso il titolo di Darth ma è sopravvissuto con un paio di gambe meccaniche, continuando a fare brutto in giro per la galassia (come raccontato in Star Wars: The Clone Wars). In realtà, chi ha già visto Star Wars Rebels è a conoscenza della brutta fine definitiva dell’imperterrito Maul. Ma in ogni caso il boss dei boss Dave Filoni ha deciso di dedicargli una serie animata per raccontare cosa succede in mezzo, e non si tratta di una commedia romantica in cui Maul torna a casa sul pianeta Dathomir per diventare un designer di interni e innamorarsi di una principessa Twi’lek in vacanza in incognito.
Bandi (Francia, 2026) - dal 09/04/2026 su Netflix: questa poteva essere una discreta figata, è creata da Eric Rochant, già autore di Le Bureau - Sotto copertura, è ambientata (nonché girata) a Fort-de-France, nella Martinica, e sulla carta è una serie tessuta con un mélange di dramma famigliare e storie di gangster, felice unione di generi che da Il padrino in avanti ha regalato innumerevoli gioie audiovisive. Peccato che le prime puntate siano davvero tanto-troppo macchinose e che la vita sia una sola: si fa prima ad andare in prima persona nelle Antille a tentare di aprire una nuova rotta del narcotraffico.
Dandelion (Giappone, 2026) - dal 09/04/2026 su Netflix: anime tutto matto ambientato in un mondo in cui esiste una Federazione degli Angeli che aiuta le anime a passare nell’aldilà, perché per un giapponese l’unica cosa peggiore dell’inferno è l’idea che un lavoro non sia ben inquadrato in un’organizzazione che produce ordinatissima e disciplinata burocrazia. I protagonisti sono l’agente Misaki, leader del Team 21, e il suo sboccato e pigro sottoposto Tetsuo, che hanno l’arduo compito di convincere lo spirito di un vecchino testardo a smetterla di ciondolare in giro per la Terra.
Doc (Usa, 2025) - dal 10/04/2026 su NOW: in un vertiginoso ribaltamento dello status quo, questo temibile dramma medicale procedurale – la seconda stagione ti tira sui denti VENTIDUE episodi – è il rifacimento statunitense dell’italianissima Doc - Nelle tue mani, a sua volta rigonfiamento retorico dell’incredibile storia vera vissuta dal dottor Pierdante Piccioni. Nei panni del medico a cui svaniscono tot anni di memoria dopo un incidente stradale, al posto di Luca Argentero troviamo l’ottima Molly Parker, che dopo una vita passata tra film indipendenti (Il centro del mondo, Kissed, 9 vite da donna) e tv ostica ma di qualità (Deadwood) ha finalmente deciso di passare alla cassa perché non è ancora stato inventato un mutuo che si paghi da solo.
Il parcheggio muto delle docuserie
NETFLIX
Trust Me: The False Prophet (Usa, 2026) - dal 08/04/2026
La famiglia Fury (Gb, 2023) - seconda stagione dal 12/04/2026
Tornano
NETFLIX
Dark Winds (Usa, 2022) - quarta stagione dal 06/04/2026
Da queste parti, di questa serie qui ne parlavamo già più o meno quattro anni fa e ne dicevamo piuttosto bene. Dopo tre anni di plausi dalla critica statunitense e di discreto successo di pubblico, i diritti internazionali di questo poliziesco nativo americano – creato dalla vecchia volpe Graham Roland (Jack Ryan) a partire dalla serie di romanzi di Tony Hillerman dedicata agli sbirri Navajo Joe Leaphorn e Jim Chee – sono stati finalmente consegnati a Netflix. Nonostante le atmosfere mistiche della prima stagione, a livello di struttura di serie alla fine Dark Winds non ha mai voluto fare True Detective ambientata nelle riserve dei nativi. Però si è rivelata uno dei migliori procedurali in circolazione, costellato di personaggi memorabili, storie di comunità neglette e scrittura solida come un paracarro che deve sopportare le intemperie del deserto e della gente razzista.
Neve alle Azzorre (Portogallo, 2023) - terza stagione dal 10/04/2026
(avevamo parlato della prima stagione qui)
PRIME VIDEO
The Boys (Usa, 2026) - quinta stagione dal 08/04/2026
(avevamo parlato della quarta stagione qui)
HBO MAX
Hacks (Usa, 2021) - quinta stagione dal 10/04/2026
(avevamo parlato di prima e seconda stagione all’arrivo in Italia qui)
Extra
Qualche notizia dal mondo delle serie. (a cura di Giulia Ciappa)
La serie tv della settimana: I Love LA
Chissà se ne vedremo qualcuna
Rai su Disney+
Non ci sarà




