Fuori le serie! 🛋️ #323 - Fare scarpetta con il sugo del galletto
Settimana di novità in streaming tappezzata di cocenti delusioni (Scarpetta), serie che potevano salvare il destino dell’umanità ma hanno deciso di restare umili (Rooster) e ritorni attesi come una nave di pirati che sbarca a New York City e incorona Mamdani re degli Stati Uniti (One Piece - All’arrembaggio!).
Escono
HBO MAX
Rooster (Usa, 2026) - dal 09/03/2026
Cosa sussurri all’orecchio di una serie bellina e onesta che non si inventa nulla di nulla, ma che le sue faccende da commedia drammatica inter-generazionale le fa in maniera corretta e garbata? Non è una domanda così scontata. Conosco più di uno stimato professionista a cui verrebbe la bava alla bocca di fronte a una quantità così irrisoria di coraggio seriale. Ma in un mondo in cui la bava alla bocca ha trasmesso più malattie brutte che altro, stavolta scegliamo la compitezza e ringraziamo Rooster per le mezz’ore simpatiche e agrodolci che ci ammannirà per altre sette settimane. È anche una questione di aspettative, che quando ci si mettono tendono spesso a rompere le uova nel paniere. L’unione tra Bill Lawrence – quello di Spin City, Scrubs, Cougar Town, Ted Lasso e Shrinking – e Steve Carell avrebbe in teoria le potenzialità per generare la nuova messia delle serie tv, e invece ha sfornato (per ora) una storia che è solo, si fa per dire, perfettamente ok. Ma che è anche molto onesta nel suo intento dichiarato di rivolgersi a un pubblico dai quarant’anni in su, senza farsi prendere dall’ansia della necessità artefatta di piacere a chiunque per timore di essere irrilevante. Va bene così. Le serie di qualità non hanno per forza il compito di spettinarci a tutti i costi. A volte anche una carezza ben piazzata è più che sufficiente.
PARAMOUNT+
The Madison (Usa, 2026) - dal 14/03/2026
Ho visto gente cadere da nubi che non c’entrano niente con Checco Zalone quando hanno scoperto che Paramount, ormai da qualche anno, è il braccio armato e opulento della destra MAGA statunitense e, nel corso del secondo mandato presidenziale di sua maestà arancione Trump, sta collezionando emittenti televisive per spostare il giornalismo mainstream USA su posizioni più accomodanti e gradite al re – che speriamo rimanga presto nudo, ma solo metaforicamente per carità dei nostri poveri occhi già affaticati da innumerevoli brutture. Non calcolavano, i cascatori dalle nubi, che già da qualche anno Paramount finanzia e parcheggia in streaming tutte le (numerose) serie create e sceneggiate da quel grafomane cowboy di Taylor Sheridan. Che a fare il suo mestiere è bravo ed efficiente come pochi, ma che difficilmente può essere considerato un campione di progressismo. A quanto pare, le nostalgie western su quanto ci mancano i grandi spazi aperti-la frontiera-la birra ghiacciata sul portico alla fine di una lunga giornata di lavoro-le fucilate a chiunque osi avvicinarsi alla nostra staccionata-la famiglia naturale da difendere a ogni costo raccontate in diverse salse da Yellowstone, 1883 e 1923 (ma anche, in chiave urbana, da Mayor of Kingstown) servivano a preparare psicologicamente il pubblico statunitense per la rivoluzione culturale reazionaria tanto apprezzata e voluta da Trump. In questa serie ambientata ai giorni nostri, la vasta famiglia fondata dalla matriarca Michelle Pfeiffer e dal patriarca Kurt Russell affronta un lutto terribile, abbandonando quel covo di serpi socialiste che è diventato New York City per trasferirsi nelle sconfinate praterie del Montana, dove poter pescare in santa pace nei ruscelli senza gente dalla pelle scura che rompa i coglioni.
Escono anche
Guerrieri - La regola dell’equilibrio (Italia, 2026) - dal 09/03/2026 su RaiPlay: liberamente tratta da un trittico di romanzi di Gianrico Carofiglio (che ha anche contribuito alle sceneggiature dell’adattamento), questo simil-procedurale in cui ogni caso dura due puntate è l’orgogliosa risposta di Mamma Rai alla cafonata di Sky Avvocato Ligas. Il Guerrieri del titolo non è un sostantivo, bensì un cognome. Quello dell’avvocato interpretato da Alessandro Gassmann, che bazzica con proverbiale abilità il foro di Bari, nel tempo libero tira di boxe, e prima, dopo e durante soffre con stoicismo per la fine del suo matrimonio. A tentare con coraggio di fare da ponte democristiano tra lo sceneggiato e la serialità moderna c’è un capitano di ventura del calibro di Gianluca Maria Tavarelli, già regista di serie come Il giovane Montalbano e Everybody Loves Diamonds.
Le libere donne (Italia, 2026) - dal 10/03/2026 su RaiPlay: che la Rai si senta tenuta a distribuire uno sceneggiato tassativo per celebrare la Giornata internazionale della donna è pacifico e corretto. Che la Rai decida di farlo mettendo in scena la storia di un uomo (Mario Tobino) diretta da un uomo (Michele Soavi) è il sintomo che siamo più o meno a metà strada dagli obiettivi di parità e completa uguaglianza che ci siamo prefissati. Mi perdonerete se la botta di ottimismo vi indigna in qualche modo. Questo non per dire che Tobino e Soavi siano due brocchi, anzi. Però, insomma, dai, su, siate bravi. Il buon dottor Mario è stato psichiatra e scrittore, e nel romanzo autobiografico Le libere donne di Magliano ha raccontato la sua esperienza durante la Seconda guerra mondiale come medico dell’ospedale psichiatrico femminile di Maggiano, in provincia di Lucca. D’altronde, visto che il mondo non ha mai smesso di essere un posto ricco di amara ironia, il salvatore assomiglia spesso al carnefice e solitamente hanno entrambi il muso pallido e una roba a forma di bargiglio che pende in mezzo alle gambe.
Scarpetta (Usa, 2026) - dall’11/03/2026 su Prime Video: mamma mia la monnezza che ho visto. E spiace assai, perché la serie di romanzi scritta da Patricia Cornwell (ventinove in tutto, aiutatemi a dire: brava ma basta) ha il fascino esoterico del thriller da cestone in edizione economica che leggi tutto d’un fiato grazie a una prosa semplice, ma efficace, innervata da personaggi fallaci, ma brillanti e interessanti, a cui volere un sacco di bene. Peccato, però, che la serie messa in piedi da Amazon si vergogni un bel po’ del suo stesso materiale di partenza, snaturandolo con addende a volte francamente ridicole e cercando di pararsi le chiappe con quell’aura pretenziosa da serie di prestigio. Solo che non bastano una fotografia laccata e un grande cast per fare True Detective, maledetti i padroni di cani che non v’hanno sguinzagliato appresso i dobermann quando avete proposto questo adattamento che insulta l’intelligenza dello spettatore. E peccato bis, perché vedere l’algida Nicole Kidman perdere le staffe mentre litiga con la sorella maggiore – una Jamie Lee Curtis anziana narcisista erotomane che di quando in quando urla frasi in italiano – è un clamoroso spreco di chimica fra due attrici di statura memorabile.
Day One (Spagna, 2026) - dal 13/03/2026 su Prime Video: è affascinante come l’influenza del presidente socialista Pedro Sánchez abbia influenzato un minimo anche l’industria del thriller seriale spagnolo, una sacripante che sforna con lo stampino più o meno cento ciofeche all’anno. Il protagonista di Day One, Ulises Albet, è un genio della scienza applicata che, dopo aver contribuito con il suo intelletto a ingrassare gli autocrati delle grandi industrie di settore, si è pentito ed è diventato un attivista con il dolcevita. Poi succede che Ulises venga ingiustamente accusato di un omicidio e coinvolto in un complotto che ha a che fare con una tecnologia spaventosa, in grado di manipolare le emozioni umane. Il tutto distribuito da Prime Video, perché viviamo in un mondo in cui la coerenza è parecchio complicata.
Quella notte (Spagna, 2026) - dal 13/03/2026 su Netflix: altro thriller iberico a forma di paracarro, con tutto l’armamentario di voci fuori campo, situazioni estreme, scelte morali dubbie e grandi lotte urlate contro i sensi di colpa. Solo che non sono i sensi di colpa giusti, se lo chiedi a me. Stavolta, infatti, il thriller stolido viene servito con una doppia dose di Spagna, vista l’ambientazione dominicana. Oggi, le spiagge di Hispaniola che per prime furono disturbate da Cristoforo Colombo e compagnia colonizzante, sono territorio di caccia per oche e ochi spagnoli che vanno a fare bisboccia senza la minima contezza di quello che i loro bisnonni o trisavoli hanno combinato. E quando fanno casino – tipo la protagonista Elena che torna a casa a tarda notte dopo aver fatto festa e investe una persona del posto – ce la menano per sei puntate su quanto sia grande il rimorso per aver insabbiato il delitto con l’aiuto delle sorelle.
Il parcheggio muto delle docuserie
DISNEY+
La vita segreta delle mogli mormoni (Usa, 2024) - quarta stagione dal 12/03/2026
APPLE TV
Twisted Yoga (Gb, 2026) - dal 13/03/2026
Tornano
NETFLIX
One Piece - All’arrembaggio! (Usa/2026/Giappone, 2023) - seconda stagione dal 10/03
(avevamo parlato della prima stagione qui)
Virgin River (Usa, 2019) - settima stagione dal 12/03/2026
(avevamo parlato della sesta stagione qui)
NOW
Outlander (Usa/Gb, 2014) - ottava stagione dal 14/03/2026
(avevamo parlato della settima stagione qui)
DISNEY+
Solar Opposites (Usa, 2020) - sesta stagione dall’11/03/2026
(avevamo parlato della quarta stagione qui)
Extra
Qualche notizia dal mondo delle serie. (a cura di Giulia Ciappa)
La serie tv della settimana: A Knight of the Seven Kingdoms
Noir o comedy?
Torna Dan Levy
Malcolm revival



Scarpetta mi ha fatto sanguinare occhi e orecchie! Che porcata immonda. La Kidman non ce la vedo nei suoi panni, ma è stata scelta dalla Cornwell...
PS: Marino senza panza è inaccettabile!