Fuori le serie! 🛋️ #320 - Favino con la maschera di Gifuni che fa Enzo Tortora
Una settimana di novità in streaming che, se il mondo fosse un posto corretto, si sarebbe dovuta religiosamente fermare per lasciare tutto lo spazio possibile a Portobello.
Escono
HBO MAX
Portobello (Italia, 2026) - dal 20/02/2026
Se ogni tanto passate da queste parti, deduco che sia perché ricavate del discreto sollazzo nell’ammirare estasiati le ombre elettriche che escono dagli schermi grandi e piccoli. Se ho ragione, allora quest’anno non esiste scelta più automatica di mettere in pausa tutto e tutti per scapicollarsi a vedere la miniserie in sei episodi che Marco Bellocchio ha ideato, scritto (con Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore) e diretto per ricostruire a modo suo – con realismo magnificato – una delle pagine più surreali nella storia giudiziaria e sociale d’Italia, l’arresto e il processo ai danni di Enzo Tortora. Ai millennial all’ascolto che daranno una possibilità a questa sontuosa miniserie, sappiate che non esiste niente di più distante dal true crime di Portobello. Due binari del tutto paralleli, che fortunatamente (per entrambi) non si incontreranno mai. Bellocchio racconta anche la cronaca – le scene dei dibattimenti in tribunale sono state ricostruite attraverso i materiali d’archivio, per esempio – ma non cede mai all’istinto pornografico di limitarsi alla superficie e alla performance ginnica. Portobello esplora un protagonista prima spaesato e poi rapito dall’odio, utilizzando la monacale intensità di Fabrizio Gifuni per dipingere il quadro di un paese che non si è svegliato di certo ieri così moralmente dissestato: la rincorsa è stata lunga e ricca di picchiate nel grottesco.
NOW
Il signore delle mosche (Gb, 2026) - dal 22/02/2026
Il 2025, per Jack Thorne, è stato un anno pregevole. Come autore di serie tv, sia chiaro, che magari in privato è stata un’annata orribile per colpa della cervicale, vai a sapere. Non solo Thorne ha confermato il suo ruolo di pietra miliare del sindacato Miniserie Inglesi Solide Assai (The Hack e Toxic Town), ma in mezzo ci ha infilato anche l’asso di briscola Adolescence, con cui ha conquistato il pubblico e la critica internazionali. A forza di battere il ferro finché è caldo, Thorne se ne esce immediatamente con un’altra miniserie da lui creata, stavolta adattando per il piccolo schermo il celebre romanzo di William Golding già trasposto al cinema per primo da quel matto teatrante di Peter Brooke, e in televisione da quei matti scappati di casa dei Simpson. In questa versione a forma di miniserie, i ragazzini scelti per naufragare sull’isola deserta senza la supervisione degli adulti recitano tutti fortissimo e non si può che ammirarli. Ognuno dei quattro episodi si concentra sulla personale esperienza di uno di loro, alla ricerca delle spiegazioni biografiche e psicologiche per giustificare il loro allineamento nella grande divisione dei bimbi sperduti tra chi vuole instaurare la legge del più forte, e chi desidera autogovernarsi all’insegna della giustizia e della rettitudine. La sequela di grandi paesaggi, di affascinanti suggestioni e di lunghi silenzi contemplativi, tuttavia, suggerisce che – nonostante il trattamento Jack Thorne – probabilmente a Il signore delle mosche continua a calzare meglio il formato cinematografico. A meno di non farlo diventare Lost, poveri bambini. Perché nessuno pensa ai bambini?
Escono anche
56 giorni (Usa, 2026) - dal 18/02/2026 su Prime Video: Falbalà che meraviglia! Ci siamo distratti un attimo a cercare i quadrifogli e improvvisamente siamo tornati a cavallo tra gli anni ‘80 e gli anni ‘90, con le portaerei statunitensi nel Golfo e con i thriller erotici che tornano a spopolare. A ereditare l’ingombrante testimone di femme fatale da gente come Glenn Close e Sharon Stone c’è Cameron Dove, paracadutatasi in questo true crime incistato di Harmony direttamente dai film tv Disney (Descendants) e dai musical (Schmigadoon!). Ci permettiamo di cincischiare solo perché la serie è ben fatta, è pruriginosa quanto basta, ma alla fin della fiera è veramente vacua come poche.
Creatives (Italia, 2026) - dal 20/02/2026 su Prime Video e Google Play: l’unico buon motivo per guardare Creatives è contestuale, ovvero non capita tutti i giorni di assistere al Capitalismo che va nel panico e si lancia in un gigantesco pubbliredazionale a forma di miniserie per rassicurare tutti sul suo stato di ottima salute. Questa marchetta seriale è dedicata a Velvet Media, agenzia di comunicazione trevigiana fondata da giovani rampanti e incentrata sulle persone e sulla passione, che vengono ancor prima del profitto. 11 milioni di euro di debiti più tardi, Velvet Media è accusata di bancarotta fraudolenta (e oltre), mentre il fondatore – che ha voluto la realizzazione di Creatives per raccontare la storia dal suo punto di vista – se la prende, nell’ordine, con i poteri forti, con il sindacato burocratizzato e con le distorsioni mediatiche dei giornali. Andiamo bene.
Banksters (Germania, 2026) - dal 20/02/2026 su HBO MAX: non so se voglio fidarmi di una serie tv di rapine in banca tedesche il cui trailer mostra una in fila all’altra alcune delle immagini più banali da associare al genere. Più di una persona che scaglia in aria con somma gioia mazzette di contanti, quasi di sicuro ottenute grazie al malaffare; uno sbirro adirato che sbatte il pugno sul tavolo e fa brutto all’interrogato, sperando di ottenere una confessione ma al contempo esprimendo un giudizio morale; un bicchiere scagliato forte e a malapena evitato durante quello che è quasi sicuramente un intermezzo di Dramma da Tinello; un personaggio con la faccia da babbo che chiede: “Ma è legale?”; il dettaglio di una macchina conta banconote professionale a denominazione mista. Insomma, affrontatela pure ma sappiate che è a forte rischio di caduta gonadi.
Strip Law (Usa, 2026) - dal 20/02/2026 su Netflix: meno male, erano almeno cinque minuti che non usciva una serie tv sugli avvocati e stavamo un po’ tutti cominciando a preoccuparci. Nessuno vorrebbe privare una minoranza così poco rappresentata e per niente potente dello spazio che si merita. Per fortuna ci pensa questa sitcom animata per adulti ambientata a Las Vegas, in cui Adam Scott (Scissione) doppia un azzeccagarbugli un po’ troppo rispettoso e a modo per sperare di sopravvivere nella Gomorra dei nostri giorni. Stufo di prenderla sulle gengive, l’avvocato decide di farsi aiutare da un’illusionista fuori dai gangheri per dare la necessaria spinta kitsch alle sue arringhe.
Tornano
NETFLIX
The Night Agent (Usa, 2023) - terza stagione dal 19/02/2026
(avevamo parlato della prima stagione qui)
APPLE TV
L’ultima cosa che mi ha detto (Usa, 2023) - seconda stagione dal 20/02/2026
(avevamo parlato della prima stagione qui)
Extra
Qualche notizia dal mondo delle serie. (a cura di Giulia Ciappa)
La serie tv della settimana: Fallout
Il pilota VPN della settimana: The ‘Burbs
Guarda chi c’è
Donne imperfette come Moss
Dopo l’amato Barry
Guarda chi c’è (2)
Da dove viene?


