Fuori le serie! 🛋️ #319 - Luca Argentero manzo anche con la sciatica
Una di quelle settimane di novità in streaming in cui i margini dell’impero insegnano un po’ di creanza a Hollywood: escono l’irlandese Da Belfast al paradiso e l’italiana Motorvalley, entrambe molto più interessanti dell’ennesima nuova serie di Ryan Murphy.
Escono
NETFLIX
Motorvalley (Italia, 2026) - dal 10/02/2026
Sei Matteo Rovere e Netflix viene giustamente a chiederti di crearle una serie tv, visto che sei uno fra i pochi professionisti italiani ad aver capito come funziona la narrazione di genere nell’industria dell’intrattenimento moderna. Dunque, che fai? Te la rischi e ti inventi qualcosa di inedito? Prima di rispondere, ricordati che i soldi ce li mettete tu e il tuo socio Sydney Sibilia, con cui hai fondato la casa di produzione Groenlandia. Ricordati anche i mutui, le rate della macchina e del frigorifero, e il saldo degli straordinari di aprile per la troupe di Hanno ucciso l’Uomo Ragno - La leggendaria storia degli 883. Sei sicuro di volerti buttare nel vuoto? Magari – invece, perché no – potresti ripetere il mirabile numero di prestidigitazione che hai fatto con Romulus, serie tv di successo e di valore nata dalla costola di un tuo film bravo e bello, Il primo re. Sto solo dicendo che se fossimo stati Matteo Rovere, piuttosto di inventarci la rava e la fava, forse, e dico forse, anche noi avremmo preso un altro nostro lungometraggio ben riuscito, Veloce come il vento, e l’avremmo trasformato in una serie tv altrettanto azzeccata. In Motorvalley abbiamo sempre una ragazza giovanissima e predestinata alla guida sportiva che, nonostante sia cresciuta nel disagio totale, riesce a prendere al volo l’occasione della vita per diventare una pilota professionista grazie all’aiuto di un mentore tanto leggendario quanto disastrato. Al contrario di Veloce come il vento, che si ingobbiva con eroina e altre cose pese, Motorvalley si lascia un po’ più andare, spinge sulla sciatica di Luca Argentero ed è talmente fessa da diventare quasi irresistibile.
Da Belfast al paradiso (Irlanda, 2026) - dal 12/02/2026
Le newsletter sulle nuove serie in streaming servono esattamente a questo: a comprendere che la vita vera è quello che succede a schermo spento, e che i titoli in uscita sono talmente tanti che, per forza di cose, l’inerzia da vincere prima di guardare qualcosa che esca dalla nostra zona di conforto è piuttosto alta. Quindi se dobbiamo scegliere una serie tv a cui dedicare svariate ore del nostro tempo, statisticamente andremo sul sicuro e con tutta probabilità faremo per la diciottesima volta il rewatch completo di Friends. Noi oggi siamo qui per dirvi che se sentite nel vostro cuore di avere le energie per guardare un’unica serie a scatola chiusa da qui alla fine dell’anno solare, quella serie dovrebbe essere Da Belfast al paradiso. Essa è la nuova creatura di Lisa McGee. Ella è l’autrice di Derry Girls – incidentalmente: la migliore sitcom che non avete ancora mai visto, ma proprio a mani basse – e stavolta addenta un genere e un formato ben diversi rispetto alla serie che le ha fatto meritare un posto sull’altarino dei migliori showrunner tv in circolazione. Nonostante le oceaniche differenze con Derry Girls, tuttavia, l’impronta indelebile dell’irresistibile scrittura di McGee – acuta, brutale, ironica e fortemente empatica – rimane l’attrazione principale della serie. In questo giallo picaresco, in cui tre amiche d’infanzia quasi quarantenni e a disagio con la vita indagano sulla dubbia morte della quarta membra del gruppo (che non vedevano da vent’anni), sarà possibile trovare, in ordine sparso, sbronze sconsiderate, lettere enigmatiche, ricordi sepolti, giovani guardie attraenti, diari adolescenziali, incidenti d’auto, colpi di scena e gite in Portogallo.
DISNEY+
Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette (Usa, 2026) - dal 13/02/2026
Ben saprete che oggi, come anche ieri, gli esseri umani sono disposti a scommettere su tutto. Solo che oggi la faccenda comincia a essere istituzionalizzata – andando oltre ai grandi classici dello stato che incassa sulla disperazione dei poverih: lotterie e gratta e vinci – e inquadrata nella cornice delle grandi aziende, che in tutto il mondo hanno investito abbastanza nel lobbismo per passare dallo status di allibratori gangster che ti frantumano le rotule se non saldi il tuo debito a quello di stimati imprenditori dell’era digitale. Oggi basta andare su una delle tante piattaforme disponibili per regalare soldi a una multinazionale scommettendo la cinque euro sul colore del Gatorade che verrà rovesciato sulla testa dell’allenatore della squadra vincente al Super Bowl. Al netto di tutto ciò, nessun sito di scommesse, per quanto losco, ha voluto accettare la mia puntata su Ryan Murphy che, più prima che poi, avrebbe cacciato fuori un’altra serie antologica a tema dopo American Horror Story, Monster, American Crime Story, Feud, American Horror Stories e American Sports Story. Impossibile creare una scommessa con una quota così bassa. Negli Stati Uniti hanno persino già provveduto a modificare la nota massima attribuita a Benjamin Franklin: “In questo mondo non vi è nulla di sicuro tranne la morte e le tasse e le serie antologiche di Ryan Murphy”. Anche questa, come tutte le altre, si avvale di un titolo ostensivo per venire incontro alle nostre capacità mentali: ogni stagione racconterà una grande storia d’amore (statunitense), a partire da quella tragica fra John F. Kennedy Jr. e Carolyn Bessette. Punti bonus per Naomi Watts nei panni di Jacqueline Kennedy e per Alessandro Nivola in quelli di Calvin Klein.
HBO MAX
Heated Rivalry (Canada, 2025) - dal 13/02/2026
Quindi, se non ho capito male, in questo momento storico gli Stati Uniti sono culturalmente divisi tra chi ha apprezzato lo spettacolo di Bad Bunny al Super Bowl e chi invece ha preferito sintonizzarsi sul playback scrauso di Kid Rock & friends. I secondi si sono inalberati perché un portoricano (=cittadino USA) ha cantato in spagnolo e dunque, per protesta, hanno scelto di ascoltare un noto appassionato di minorenni che invece scrive ritornelli nell’inglese di Shakespeare, tipo: “Bawitdaba, da-bang, da-bang, diggy-diggy-diggy” (X4). I primi, invece, stanno ancora cercando di riprendersi dall’ossessione invalidante per KPop Demon Hunters. A parte l’unica domanda possibile per la quale non c’è risposta – “Com’è che siamo finiti a dare le chiavi del mondo a ‘sto branco di mentecatti?” – questa bizzarra polarizzazione ha consentito alle silenti forze canadesi di infiltrarsi nel sostrato USA e contrabbandare un torrido melodramma sportivo gay ambientato nel mondo dell’hockey su ghiaccio che ha avuto un successo clamoroso. Due giocatori professionisti, Shane Hollander e Ilya Rozanov, non solo sono le giovani stelle delle rispettive squadre, storiche e acerrime rivali, ma sono anche un magnete sessuale l’uno per l’altro e non riescono a smettere di cercarsi e frequentarsi. Robe da sciogliere il ghiaccio sotto i pattini.
Escono anche
Sheriff Country (Usa, 2025) - dal 10/02/2026 su NOW: s’io fossi l’industria della televisione statunitense, la prima cosa che farei sarebbe creare un universo seriale condiviso ed espanso. Dentro ci metterei tutti i procedurali con le guardie, gli sceriffi, i pompieri, gli avvocati della marina, i ranger, i pompieri delle guardie e la marina degli sceriffi e lo ribattezzerei Forze dell’ordine fantastiche e dove trovarle. Giuro che non sarebbe per ingraziarmi la Rowling o Trump. È proprio una questione di orientarsi in mezzo a centordici serie tutte uguali: se fai un universo condiviso, ai nerd si chiude automaticamente la vena e tempo due giorni ti fanno a gratis un intero albero genealogico su Wikipedia. Fortuna che Sheriff Country si presenta con chiarezza fin dal titolo: è un procedurale con protagonista una sceriffa (interpretata da Morena Baccarin), ed è lo spin-off di una serie con i pompieri (Fire Country).
Bambini di piombo (Polonia, 2026) - dall’11/02/2026 su Netflix: sono passati quasi due mesi dal solstizio d’inverno, le giornate continuano piano piano ad allungarsi e la luce del sole sta tornando a riprendersi la ribalta scalzando uggia e cupezza. Ma per ricordarci che non è ancora tempo di primavera e rinascita, Netflix ci propone una devastante miniserie polacca tratta da una disturbante storia vera. Nella quale, come sempre è tutta colpa dei comunisti. Quelli che i sovietici avevano piazzato in Polonia, però, invece di mangiare i bambini li avvelenavano con il piombo delle acciaierie e poi insabbiavano tutto.
Million-Follower Detective (Taiwan, 2026) - dal 12/02/2026 su Netflix: come serie in sé, Million-Follower Detective sembra un canonico thriller poliziesco con serial killer a sorpresa inseguito da sbirro con i problemi, per il quale l’indagine diventa in fretta una faccenda personale. Canonico thriller poliziesco a cui un dirigente con la faccia del Lopez di Boris ha proposto di attaccare con lo sputo l’ambientazione nel mondo degli influencer per titillare i giovani con il cervello sabbioso. Come canarino nella miniera, invece, Million-Follower Detective è fondamentale perché finché a Taiwan hanno tempo di fare le serie tv, vuol dire che l’invasione della Cina è ritenuta ancora abbastanza lontana.
Il museo dell’innocenza (Turchia, 2026) - dal 13/02/2026 su Netflix: amici e amiche delle serie televisive fatte come si deve, qui ci troviamo di fronte a un dilemma di quelli seri. E siccome siamo costretti ad affrontarlo alla cieca, stiamo ufficialmente maneggiando un Telegatto di Schrödinger. Il museo dell’innocenza è l’adattamento televisivo dell’omonimo romanzo di un grande scrittore contemporaneo, il premio Nobel Orhan Pamuk. Ottima notizia! Ma Il museo dell’innocenza, però, è anche e pur sempre una serie turca. Avete presente quanto sono pericolose le serie turche? Siete davvero pronti a farvi risucchiare in un gorgo televisivo che, quantitativamente parlando, in quanto a molestia e pervasività è secondo solamente a quello dei k-drama?
The Art of Sarah (Corea del Sud, 2026) - dal 13/02/2026 su Netflix: non sei soddisfatto della tua vita? Vuoi diventare ricco e famoso senza metterci la faccia? Benvenuto nei tempi moderni, un posto spaventoso dove per turlupinare tutto il mondo sono sufficienti il buon tempo, una conoscenza di base dei software di ritocco fotografico e del gran pelo sullo stomaco. Quello di Sarah Kim, potente donna in carriera, è un nome famigerato nel circolo dell’alta società di Seul, anche se nessuno l’ha mai veramente conosciuta di persona. Questo perché, tecnicamente, Sarah Kim è un’invenzione. Che verrà fatta puntualmente traballare da una trama densa e complicata, degna di un k-drama che non ha niente da invidiare a una serie turca.
Il parcheggio muto delle docuserie
PRIME VIDEO
Soul Power (Usa, 2026) - dal 12/02/2026
Tornano
PRIME VIDEO
Alex Cross (Usa, 2024) - seconda stagione dall’11/02/2026
(avevamo parlato della prima stagione qui)
NETFLIX
Kohrra (India, 2023) - seconda stagione dall’11/02/2026
È l’unico originale Netflix realizzato in punjabi, ovvero proveniente da quel posto ricchissimo di storia a cavallo tra l’India e il Pakistan che, insieme al Kashmir, è una delle tante opzioni del bingo nucleare che potrebbe radere al suolo l’intera civiltà umana. La serie, invece, è un poliziesco procedurale ambientato nella provincia rurale dell’India. In questa seconda stagione, una donna separata dal marito viene trovata brutalmente assassinata nella casa del fratello, e il caso vede nuovamente coinvolto il vice sotto-ispettore Amarpal Garundi, da poco trasferito in un’altra stazione agli ordini della sua nuova superiora, la pragmatica Dhanwant Kaur.
Extra
Qualche notizia dal mondo delle serie. (a cura di Giulia Ciappa)
La serie tv della settimana: The Paper
Un A24 da guardare su HBO
In arrivo su Paramount+
Mai stanchi di Nicolas da queste parti
Off Weeks, grande cast
La prossima serie di Michaela Cole




