Fuori le serie! 🛋️ #315 - Ricky Martin >>> George R. R. Martin
Appena arrivata e già mostra i muscoli: HBO esordisce sulle smart tv italiane con un prequel di Il Trono di Spade (A Knight of the Seven Kingdoms) e con la seconda stagione del pluripremiato The Pitt, quasi rischiando di eclissare il debutto della novecentoseiesima serie di Star Trek, Starfleet Academy.
Escono
NETFLIX
I sette quadranti di Agatha Christie (Gb, 2026) - dal 15/01/2026
Poffarbacco, che disdoro. Scusate se perdo il controllo e divento volgare, ma anche perdindirindina e perdincibacco. Cribbio. Non è giusto. Sei lì tutto tranquillo a farti gli affari tuoi e a un certo punto Netflix ti scombussola le aspettative promettendoti di iniziare il 2026 con una miniserie creata da Chris Chibnall, ovvero il tizio di Broadchurch – ottimo! –, che è tratta da uno dei cicli di romanzi di Agatha Christie (quello del sovrintendente Battle) meno abusati da cinema e tv – benissimo! – e che ha scritturato in ruoli leggermente secondari (ma non minori) due attoroni come Martin Freeman ed Helena Bonham Carter. Eccellente! Cosa può andare storto? Non può che essere il modo migliore per principiare un nuovo anno televisivo con qualcosa che ci distragga da guerre, carestie, pandemie e clown arancioni che vogliono acquistare con la forza enormi blocchi di ghiaccio. Evviva! Peccato che I sette quadranti di Agatha Christie sia una miniserie insipida – il peggiore degli stigmi – che nemmeno la scrittura di Chibnall o la partecipazione di un Freeman baffuto e di una Bonham Carter nobile ma spiantata riescono a rendere particolarmente interessante. Porca troia. Rigorosamente pronunziato così.
PARAMOUNT+
Star Trek: Starfleet Academy (Usa, 2026) - dal 15/01/2026
Nel 32° secolo – per capirci: la serie originale del ‘66 con il capitano Kirk era ambientata nel 23° secolo – l’universo conosciuto si sta ancora riprendendo dal cataclisma onnicomprensivo (mostrato nella terza stagione di Star Trek: Discovery) che ha messo fine ai viaggi a curvatura in grado di oltrepassare la velocità della luce. Dopo oltre un secolo di isolazionismo intergalattico, l’Accademia della Flotta Stellare di San Francisco si prepara finalmente a riaprire i suoi battenti per formare una nuova generazione di ufficiali interstellari. A mostrare loro la retta via sarà la capitana Nahla Ake, mezza lanthanita e mezza umana, che si è proposta per il ruolo di rettrice in seguito a una traumatica esperienza sul campo. Se lo chiedete a me, Starfleet Academy pare uno dei sentieri più morbidi per chi volesse cominciare a intraprendere a partire da oggi, anno domini 2026, un epico recupero di 60 anni di storia di Star Trek e delle sue dozzine di serie tv. Ci sono gli adolescenti ribelli che fanno sempre colore, e ancora di più quando sono klingon; c’è Holly Hunter che fa la comandina severa ma giusta; e c’è Paul Giamatti (nei panni dell’alieno gangster villao Nus Braka) che caccia un’interpretazione sputazzante talmente sopra le righe da sembrare veramente uscito fuori da un universo parallelo.
HBO
A Knight of the Seven Kingdoms (Usa, 2026) - dal 18/01/2026
Ci pensate ogni tanto a George Raymond Richard Martin? A questo ottantenne paciocco e rubizzo che passa la vita a scegliere quale cappello da pescatore indossare per contare meglio la montagna di soldi che gli ha fruttato Il Trono di Spade; il tutto mentre milioni di lettori attendono con ansia la fine del suo ciclo di romanzi (le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco) e intanto si accontentano di sopravvivere un giorno alla volta sorbendosi metadone di scarsa qualità come l’ultima stagione della serie originale e tutta House of the Dragon. Senza abbandonare l’inquietante metafora delle droghe, il nuovo prequel A Knight of the Seven Kingdoms potrebbe essere la tisana al THC che migliora la qualità della vita agli appassionati del Trono di Spade. Non sarà l’orgasmo da ogni poro che proveranno quando avranno in mano la dose di eroina dell’ultimo romanzo; non sarà la morfina di un inesistente remake dell’ultima stagione che toglierebbe loro il dolore di vecchie cicatrici; ma quantomeno tenta di fare qualcosa di diverso dal solito. Tratto da una novella ambientata a Westeros un secolo prima rispetto all’inizio della serie originale, A Knight of the Seven Kingdoms cambia formato, strutturandosi in puntate da 35 minuti, e si apre a toni leggermente più leggeri da commedia drammatica, pur senza abbandonare l’estetica medievale sanguinaria e incestuosa che tanta fortuna ha portato alla saga.
Escono anche
La preside (Italia, 2026) - dal 12/01/2026 su RaiPlay: Io so per certo che qualcuno in Rai è stato promosso a quadro dirigenziale con concorso interno pilotato – ufficio d’angolo finestrato con poltrona in similpelle, divanetto monoposto e bonsai di plastica – solo per aver proposto questa serie qua ai vertici della produzione e della programmazione. Essa è tutto ciò che il servizio pubblico ha sempre sognato. Innanzitutto è una storia vera, peraltro tuttora in corso. Poi ha per protagonista una preside coraggiosa di una zona difficile della provincia di Napoli. E infine si interseca in maniera clamorosa e assurda con una storia virale – quella della bidella che per risparmiare sull’affitto impossibile faceva la pendolare fra Napoli e Milano fomentando lo sdegno dei social – che poi diventa persino true crime con condanne per stalking e secondi gradi di processo in arrivo. Manca solo una suora, e poi abbiamo fatto il bingo dello sceneggiato da bocciofila. Da incorniciare.
Taskaree - Contrabbando organizzato (India, 2026) - dal 14/01/2026 su Netflix: Chiunque ha avuto un periodo buio, in cui l’unica ancora di salvezza sembravano essere i reality show ambientati nelle dogane degli aeroporti. Il mio preferito era la versione australiana perché è sempre inquietante sentire delle robe così razziste pronunciate con un accento così buffo. Taskaree – Contrabbando organizzato mi sembra la versione romanzata di uno di quei programmi lì, nonché la promessa che l’India potrà rivelarsi, in un futuro ipotetico, il regime fascista più buffo di sempre: nemmeno a Goebbels sarebbe venuto in mente di trasformare in enfatici eroi d’azione gli agenti speciali che lavorano alla dogana dell’aeroporto di Mumbai.
Amare e perdere (Turchia, 2026) - dal 15/01/2026 su Netflix: Serie turca di infima e furbissima dozzinalità, in cui una scrittrice in crisi si innamora del brutto ceffo che è venuto a riscuotere con le cattive i debiti contratti dal ristorante dei genitori di lei. È vero che c’è bisogno di sognare ed è altrettanto vero che ogni tanto è necessario prendersi a pugni il cervello pur di farlo smettere di cianciare, ma così probabilmente si esagera e a un certo punto si risparmia tempo anche solo a prenotarsi un paio di sessioni terapeutiche di elettroshock lobotomizzante. Ci si mette di meno e i risultati sono identici alla visione di una soap opera turca.
Il prisma dell’amore (Giappone, 2026) - dal 15/01/2026 su Netflix: Con un titolo che fa spavento anche al più coraggioso dei fidanzati che affidano alla compagna la scelta di una nuova serie tv da iniziare a guardare, Il prisma dell’amore è esattamente quello che sembra: un melodramma ingobbito che strappa le lacrime, ingroppa le gole e non straccia le mutande. La storia è quella di una studentessa d’arte giapponese che si trasferisce in Inghilterra e affronta la luce rifratta e scomposta dal filtro del sentimento, o qualcosa del genere. Fra i motivi di interesse, ci potrebbe essere la curiosità di vedere una ricostruzione della Londra di inizio Novecento dal punto di vista di un giapponese. Chissà se il Godzilla inglese ha la bombetta. Come dite? Genere sbagliato? Uff.
Come si dice “amore”? (Corea del Sud, 2026) - dal 16/01/2026 su Netflix: Il generatore randomico di personaggi, professioni e situazioni con cui mettere insieme un k-drama questa volta ha scelto: un interprete poliglotta che parla alla perfezione 4 lingue (coreano, giapponese, inglese, italiano), un’attrice divenuta celebre grazie al suo ruolo in un film di zombie, e la produzione itinerante di un reality show chiamato Romantic Trip, che costringe i due protagonisti a viaggiare insieme in tutto il mondo e a innamorarsi l’uno dell’altra nonostante le differenze.
Tornano
HBO
The Pitt (Usa, 2025) - seconda stagione dal 13/01/2026
(avevamo parlato della prima stagione qui)
DISNEY+
Tell Me Lies (Usa, 2022) - terza stagione dal 13/01/2026
(avevamo parlato della seconda stagione qui)
APPLE TV
Hijack (Usa/Gb, 2023) - seconda stagione dal 14/01/2026
Nella prima stagione di Hijack, il negoziatore professionista Idris Elba si trovava costretto a sventare in tempo reale un dirottamento aereo per regalarci 7 puntate di thriller muscoloso e decoroso. Chiunque, nei suoi panni, dopo essere sopravvissuto a una stagione del genere si guarderebbe bene dall’utilizzare qualsivoglia mezzo di locomozione. Ma siccome Idris Elba non è chiunque, non si fa nessun problema a prendere il treno. Non solo. Siccome ormai si annoia a viaggiare normalmente e senza terroristi a bordo, decide che se nessuno ha voglia di dirottare il suo treno ci penserà direttamente lui a farlo in prima persona.
Extra
Qualche notizia dal mondo delle serie. (a cura di Giulia Ciappa)
La serie tv della settimana: Stranger Things
A proposito di Vince Gilligan
Vi presentiamo Industry
Per gli amanti della BBC
Dakota con Apple
Stieg Larsson in una serie
Qualcosa su The White Lotus 4
Non è lei la serial killer



