Fuori le serie! 🛋️ #298 - Ma-mamma mi ci vuol la fidanzata, ma non quella di J-Ax
Settimana di novità in streaming in cui a farla da padrone sono gli scontri tra nuore e suocere di La fidanzata e Tempest, ma c'è anche una docuserie su Charlie Sheen consigliata a chi vuole smettere di drogarsi.
Escono
PRIME VIDEO
La fidanzata (Usa, 2025) - dal 10/09/2025
Eva contro Eva con il complesso di Edipo al posto di Broadway; una storia d'amore scritta dallo psichiatra di Marx ispirandosi al di lui peggior incubo; Robin Wright senza Penn – nei panni di una gallerista d'arte di gran successo morbosamente legata al figlio neolaureato – che torna a fare la tv dopo House of Cards e torna anche a dirigerla dopo Ozark; Olivia Cooke – in quelli dell'ambiziosa proletaria di cattivo cuore furbescamente fidanzata al figlio neolaureato di Robin Wright – che a volte recita quasi a petto nudo emozionando a destra e a manca; uomini idioti che stanno giustamente sullo sfondo. Insomma: c'è un po' di tutto, anche del sano spirito documentaristico, in questo thriller al femminile tratto dall'omonimo romanzo di Michelle Frances. Che racconta un pasticciaccio brutto in cui due donne egualmente orrende si scontrano all'ultima tortura psicologica non tanto per l'amore di quel babbeo che sta in mezzo a loro, quanto per evitare che l'altra sveli al mondo la vera natura della sconfitta, ben nascosta sotto strati e strati di maschere socialmente accettabili. Si vede proprio che le protagoniste si divertono come delle mantidi religiose post-coito a interpretare questa guerra fra stronze. E dal momento che sono due attrici con le contro-gonadi, La fidanzata decolla piuttosto facilmente.
DISNEY+
Tempest (Corea del Sud, 2025) - dal 10/09/2025
Siccome ho paura di offendere qualcuno a scrivere che la Corea del Sud è, fra le società avanzate e democratiche del mondo, una di quelle più sessiste, la prendo larga e cito il Korea Times quando pubblica che in media, nel 2024, lo stipendio delle donne è stato del 31.2 % più basso rispetto a quello degli uomini. Il Korea Times non lo dice esplicitamente, ma sono abbastanza sicuro che laggiù le donne siano pagate anche meno dei minorenni impiegati illegalmente. Che è un paradosso, perché se a Puzzonia sul Naviglio e Vergate sul Membro, nella profonda provincia padana, oggi c'è qualcuno che conosce e apprezza la Corea del Sud, è solo per merito delle professioniste dello spettacolo che hanno spinto il fenomeno dell'Onda coreana sia scrivendo-dirigendo-interpretando le serie tv sia cantando-ballando-componendo la musica pop. È un'ottima notizia, dunque, che un bel k-drama come Tempest – che mostra i muscoli con roba tipicamente maschile tipo i complotti politici internazionali sventati dal brillante manzo di turno a colpi di deltoidi, ma anche di raffinato strategismo geodiplomatico – sia incentrato su personaggi femminili di potere. Non è una novità, invece, che sia realizzato da donne mazinga dell'industria, in questo caso Jeong Seo-kyeong, co-sceneggiatrice di fiducia di Park Chan-wook (Decision to Leave, Lady Vendetta, I'm a Cyborg, But That's OK, Mademoiselle, Thirst) e Kim Hee-Won, già regista del mitologico Vincenzo, in cui si immagina un bambino coreano adottato da una famiglia mafiosa e ribattezzato Vincenzo Cassano. I k-drama sono un luogo dell'anima e un volo a planare.
NETFLIX
Le maledizioni (Argentina, 2025) - dal 12/09/2025
Gente, non scherziamo. Daniel Burman è un cineasta importante e serio. Di quelli che si studiano nelle Accademie; anche se non soprattutto in quelle da lui stesso fondate (in questo caso la Academia de las Artes y Ciencias Cinematográficas de la Argentina). Un autore di quelli che fanno i documentari impegnatissimi, ma hanno anche il tempo di essere la spina dorsale – insieme, tra gli altri, alla presidente Lucrecia Martel – di un movimento cinematografico, il Nuevo cine argentino, la cui nascita i critici di Buenos Aires e dintorni fanno risalire al suo lungometraggio d'esordio Un crisantemo estalla en cinco esquinas. Un maestro di quelli che sono stati presentati alla Mostra del Cinema di Venezia e che hanno vinto l'Orso d'argento alla Berlinale (con El abrazo partido - L'abbraccio perduto). Un venerabile del cinema latino e oltre che, quando Netflix ha bussato alla porta della sua casa di produzione nel 2017 con un container pieno di valigette di dollari statunitensi in banconote con numeri di serie non consecutivi con la proposta di fare la prima serie originale argentina della piattaforma (Edha: abbastanza terribile), ha calato le brache in tempo zero e ha deciso di diventare ricco prima che Milei gli aprisse un secondo orifizio anale individuandolo come uomo di cultura. Ora Burman si ripete con questa miniserie in tre puntate che sembra un tentativo molto più serio del precedente.
Escono anche
The Dead Girls (Messico, 2025) - dal 10/09/2025 su Netflix: questa miniserie messicana ci insegna due cose. Primo: se siete degli autori tv e volete parlare di true crime, ma avete paura di essere presi in giro dagli ex compagni di DAMS tutti snob che vanno al cineforum, allora dovete aspettare che qualcuno scriva un romanzo tratto dal caso di cronaca che vi interessa, e poi voi adattate il libro. Secondo: se volete essere sicuri di ricevere un soprannome di gruppo, fate in modo di essere come le sorelle González Valenzuela, nate da genitori scemi che le hanno chiamate María Delfina, María del Carmen, María Luisa e María de Jesús. Per questo sono conosciute collettivamente come Las Poquianchis. E forse è anche per lo stesso motivo che sono diventate una banda di serial killer che scannava le ragazze costrette a prostituirsi nel loro bordello (il Rancho El Ángel. Anche poetesse).
Diario dei miei due di picche (Svezia, 2025) - dall'11/09/2025 su Netflix: Amanda ha 31, vive a Malmö e fin da bambina ha imparato la scorciatoia da tastiera per copiaincollare su Word (Ctrl C + Ctrl V). Ora che è quasi adulta [propongo una mozione referendaria che rispecchi meglio la realtà dei fatti: spostiamo la fine dell'adolescenza dai 19 ai 35 anni] Amanda comincia a sentire il bisogno di avere qualcuno accanto a sé che la ami e si prenda cura di lei. Si illude di poter trovare quella persona su Tinder e diventa la protagonista dell'ennesima commedia di Netflix senz'arte né parte.
You and Everything Else (Corea del Sud, 2025) - dal 12/09/2025 su Netflix: è la storia di due donne quarantenni, la sceneggiatrice di k-drama Eun-jung e la produttrice cinematografica Sang-yeon, che si conoscono sin dai tempi delle elementari, e sin da allora sono state tanto grandi amiche quanto acerrime rivali. Ma è soprattutto l'esempio lampante del valore assoluto che hanno i k-drama nell'industria dello spettacolo coreana. Eun-jung, infatti, è interpretata dalla divina Kim Go-eun, che solo l'anno scorso ammiravamo come co-protagonista sciamanica (accanto al Choi Min-sik di Old Boy) in Exhuma, senza tanti dubbi uno dei miglior horror d'autore (ma anche in generale) del 2024.
Gli omicidi di Breslavia (Polonia, 2025) - dal 12/09/2025 su Disney+: si può dire tutto degli amici giù alla Disney – sapidi turbocapitalisti coi fiocchi, monopolizzatori di sogni e nostalgie per profitto, culto disperso fomentato da adulti che invece di uccidere il prossimo hanno saggiamente deciso di collezionare pupazzetti e gadgets – ma non che siano scarsi a intercettare un potenziale mercato, anche se esso ha un alfabeto pieno di lettere strane. A Disney+ mancava una serie afferente al sotto-sottogenere dei Polacchi Tristi che indagano su Faccende Macabre. Qui siamo a Breslavia ai tempi di Hitler (alegriaaa), dove un commissario di polizia di origini polacche deve risolvere un caso di omicidio mentre il Paese è in fibrillazione per le incipienti Olimpiadi di Berlino. E anche per le anfetamine che i nazisti cominciavano a distribuire, in effetti.
Il parcheggio muto delle docuserie
NETFLIX
aka Charlie Sheen (Usa, 2025) - dal 10/09/2025
Tornano
NOW
The Walking Dead: Daryl Dixon (Usa, 2023) - terza stagione dall'08/09/2025
(avevamo parlato della prima stagione qui)
The Equalizer (Usa, 2021) - quinta stagione dal 09/09/2025
(avevamo parlato della seconda stagione qui)
DISNEY+
Only Murders in the Building (Usa, 2021) - quinta stagione dal 09/09/2025
La fortuna e il bello di Only Murders in the Building è che è fatta dalle persone giuste. L'ha creata Steve Martin, che interpreta anche uno dei tre protagonisti (un tenero attore anziano che soffre di obsolescenza più che di fallimento) al fianco del caro amico Martin Short (nei panni di un eccentrico – e fallito, lui per davvero – regista e autore di Broadway) e della sorprendente Selena Gomez, che da sola ha retto gran parte della gravitas drammatica nell'arco narrativo della prima stagione. Tutti e tre, in un modo o nell'altro, abitano in un lussuoso e giganorme condominio newyorchese, di quelli che hanno talmente tante persone dentro da essere organizzati praticamente come una circoscrizione. In questo turbocondominio, una volta ogni tanto succedono misteriosi omicidi collegati ai super amici dello strano trio, feticisti dei podcast true crime che decidono di investire il loro buon tempo indagando sulle misteriose morti e registrando puntate della trasmissione che decidono di produrre all'uopo: Only Murders in the Building. Dopo gli interventi di Paul Rudd e Meryl Streep nella terza stagione, ambientata nel dietro le quinte di un teatro di Broadway, e di Eugene Levy, Zach Galifianakis ed Eva Longoria nella quarta, in questa quinta iterazione spuntano anche Christoph Waltz, Renée Zellweger, Bobby Cannavale e Dianne Wiest. È meraviglioso, ormai con questa serie sembra di giocare ai Pokemon.
MUBI
M. Il figlio del secolo (Italia/Francia, 2025) - dal 10/09/2025
Non è per nulla un ritorno, visto che la serie tratta dal primo romanzo della tetralogia di Scurati è stata notoriamente distribuita a gennaio da Sky, ma adesso arriva anche su MUBI e vale la pena ribadirla. Al di là delle sterili polemiche di un asino urlatore, io mi sono convinto che Marinelli sia così catastroficamente bravo a fare Mussolini, sia perché la serie è scritta molto bene (dalla coppia di Esterno Notte Bises e Serino coadiuvata dallo stesso Scurati dal cui romanzo è tratta la faccenda), sia perché i grandi attori (per necessità e per sopravvivenza) non possono che condividere con Mussolini l'intensità folle e megalomane con cui modellano una realtà che non esiste. Solo che gli attori quelli bravi lo fanno a comando e poi si spera vivano una serena vita privata, mentre per Musso – come lo chiamano affettuosamente in certe parti del Veneto – era un'ossessione, l'unico modo per riscattare una vita insoddisfatta. Dice Musso, per iniziare la storia che racconta della sua ascesa a partire dal 1919 e fino al 1925, che “C'è sempre un temmpo, in cui i popoli smarrriti van verrso le idee semplici--la sapiente brrutalità di uomini forrti; in noi trrovano lo sfogo ai loro rrancori--l'evasione dal senso morrtificante della propria impotennza--la speranza come per miracolo di capovolgere il loro insoddisfacente desstino. Bastano le parole giuste. E allora ci amate, ci venerate. Guardatevi intorno, siamo ancora tra voi”. Se conoscete qualcuno che si scoccia a sentir dire che esistono ancora i fascisti, provate a chiedergli se le parole di Scurati non suonino brillantemente attuali. Persone forti che si vendono come salvatrici della patria titillando le budella del paese senza pensare alle conseguenze. Il figlio del secolo è un ottimo resoconto dei sentimenti che hanno alimentato il fascismo: quelli della pancia del popolo a cui il selvaggio Mussolini sapeva così bene parlare, ma anche quelli del piccolo uomo violento e orgoglioso che ha messo in piedi l'intero-tragico-grottesco baraccone per vanagloria, dimostrandosi capace di ogni cosa pur di avere tutto per sé. Persino proporre l'annessione del Canada, per dire.
NETFLIX
Beauty in Black (Usa, 2024) - seconda stagione dall'11/09/2025
(avevamo parlato della prima stagione qui)
Extra
Qualche notizia dal mondo delle serie. (a cura di Giulia Ciappa)
La serie tv della settimana: Katrina - Vent’anni dopo l’uragano a New Orleans
Tre dal Giappone
La colpa è di South Park
Thriller con un vescovo



