Fuori le serie! 🛋️ #292 - Dammi tre parole, Jason, perizoma e Momoa
Settimana di streaming conquistata a colpi di petto nudo da Jason Momoa e dall'epica hawaiana di Chief of War. Non dovesse bastarvi ci sono anche i cartoni animati Marvel (Eyes of Wakanda) e la nuova sitcom di Chuck Lorre, quello di The Big Bang Theory.
Escono
NETFLIX
Leanne (Usa, 2025) - dal 31/07/2025
Mentre il pubblico generale continua a ritenere The Big Bang Theory un'adorabile e innocua sitcom su alcuni disagiati cervelloni che fanno di tutto per far sì che il loro pene venga finalmente spacchettato e smetta di essere un oggetto da collezione, c'è una ruvida minoranza di nerd totali ma funzionali che invece la ritiene una gigantesca e perniciosa montagna di pattume caldo e fumante, che tratta la categoria a cui appartengono con la stessa delicatezza con cui Trump imita i giornalisti affetti da disabilità che scrivono opinioni sgradite. In mezzo non c'è nulla, se non l'indifferenza per una sitcom scritta con il metronomo da un satrapo del genere, Chuck Lorre, che però soffre effettivamente la presenza di personaggi con tratti problematici e sminuiti come fossero elementi di folklore. Chissà se Leanne, l'ultima fatica del suddetto Lorre – che negli anni è stato autore anche di Dharma & Greg, Due uomini e mezzo e Il metodo Kominsky –, saprà invecchiare meglio della sua creazione più celeberrima e famigerata. Anche perché, fatalità, dopo i nerd incel il nuovo bersaglio dello scherno sono proprio gli anziani – la protagonista è una sciura che viene piantata in asso dal marito dopo 33 anni di matrimonio – che se li lasciamo invecchiare male, è noto, poi c'è il rischio di vederli schiattare come se avessero deciso di uscire nelle ore più calde delle giornate estive, rifiutando i saggi consigli del tiggì.
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Chief of War (Usa, 2025) - dal 01/08/2025
C'è Jason Momoa a spasso per le isole vestito solo di un perizoma hawaiano – che si chiama malo, se qualcuno dovesse essere abbastanza mitomane da volersi travestire da Jason Momoa a carnevale – e impegnato a scagliare lance, a sfoggiare enormi tirapugni di pietra e a scendere con lo slittino dentato le pendici dei vulcani. Di solito mi ci vuole di più per convincermi a vedere una miniserie, ma mentirei se dicessi che non sono ancora fermo a “Jason Momoa in perizoma hawaiano”. Che poi è ingiusto, perché indossare alla perfezione un perizoma da battaglia ed essere grosso e sacripante sono solo una piccola percentuale del lavoro svolto da Momoa sul set di Chief of War. Questa miniserie qui, infatti, se l'è creata, sceneggiata, prodotta, sviluppata e diretta in prima persona con l'aiuto di una manciata di preziosi amici qua e là. E se un uomo è in grado di sopportare un film su Minecraft e faticare così tanto pur di poter realizzare il progetto che sognava da tempo per raccontare la sua gente e la sua cultura – un grande (e presumibilmente amaro) racconto epico sulla guerra di riunificazione delle Hawaii a cavallo tra la fine del '700 e l'inizio dell'800 – io penso sia il caso di dargli soddisfazione. Oltre a ribadirgli quanto gli doni il perizoma hawaiano.
DISNEY TV+
Eyes of Wakanda (Usa, 2025) - dal 01/08/2025
Il Wakanda se lo sono inventati Stan Lee e Jack Kirby nel '66, un po' perché erano delle brave personcine che già sessant'anni fa erano consapevoli del potere sociale (ma anche commerciale) della rappresentazione; un po' perché erano strafatti di acidi e avevano i collegamenti sinaptici fertili per immaginare una nazione africana nascosta, che nei secoli ha accumulato ricchezza e avanzamenti tecnologici grazie ai giacimenti di un metallo alieno virtualmente indistruttibile, il vibranio. Il messaggio è chiaro: gli europei ci sono andati talmente pesanti, con l'Africa, che c'è bisogno di tirare in ballo la fantascienza e gli asteroidi metallari per rendere plausibile l'esistenza di una società avanzata nel continente da cui tutto è partito. Ora sono: molto triste. Mi ripiglio con qualche episodio di quest'antologia animata che permane giusto il tempo di una brezza estiva, e che racconta nel corso dei secoli le avventure degli Hatut Zeraze, guerrieri wakandiani infiltrati in tutto il mondo con la missione di recuperare gli artefatti di vibranio sottratti dai nemici della madre patria.
Escono anche
Peccati inconfessabili (Usa, 2025) - dal 30/07/2025 su Netflix: ennesimo caso di produzione statunitense che tenta di profittare sulla televisione ispanofona a mano armata del Centro America, Peccati inconfessabili è una torrida storia di tradimento e vendetta che funziona alla perfezione come sottofondo mentre fai finta di fare la ginnastica posturale ma in realtà stai scrollando Instagram. C'è una moglie incastrata in un matrimonio fatto di abusi che si consola con un ventenne, un marito mazinga stronzo che fa le cose losche, poi viene ricattato e infine scompare nel nulla. E siamo solo all'inizio eh, tranquilli.
Glass Heart (Giappone, 2025) - dal 31/07/2025 su Netflix: siccome in Giappone prendono molto sul serio il ruolo sociale dell'industria musicale e dei/delle pop idol – sapevate che organizzano concerti anche prestissimo al mattino per permettere ai travet pendolari di avere il loro momento di distrazione dai costanti pensieri suicidi? – ne consegue che di storie ambientate in quel mondo qui ce ne sono a bizzeffe, in forma di serie tv ma anche di manga (Nana, Beck) e film (Linda Linda Linda). Glass Heart ci crede tantissimo e, per gli amanti del genere, sarà un'esperienza assolutamente ok.
Marked (Sudafrica, 2025) - dal 31/07/2025 su Netflix: Babalwa è una tosta. Intanto lavora come guardia armata dentro quei camioncini catafratti che portano pacchi di soldi da una parte all'altra delle grandi città. Secondo poi sta crescendo una figlia adolescente che c'ha i malanni gravi e presenta i primi sintomi del morbo della morte. Terzo e ultimo, Babalwa è una donna di fede, ma così tanto di fede che non tentenna nemmeno quando la chiesa non la aiuta a pagare l'operazione che salverebbe la vita alla figlia. Invece di farsi brillare insieme al pastore e a tutta la congrega, Babalwa decide di fare accordi con un tipo losco per organizzare una rapina al suo furgone blindato senza farla apparire come complice.
Beyond the Bar (Corea del Sud, 2025) - dal 02/08/2025 su Netflix: l'ufficio stampa di Netflix chiama questa serie “dramma d'ufficio” e a me sono già scese ben oltre le ginocchia, le tazze di latte che reggevo in mano. Non solo. Parla di avvocati. Io, nella vita, sono dell'opinione che non solo sarebbe il caso di non parlare di avvocati, ma sarebbe proprio ideale non parlarci nemmeno insieme. Scherzi a parte, qui c'è un k-drama in cui l'archetipo del cucciolone di provincia, tanto retto quanto goffo, viene preso sotto la sua ala dal collega cinico e saputo: insieme sapranno diventare grandi avvocati traendo il meglio l'uno dall'altro e aiutando Samsung a liberarsi anche dell'ultimo sindacato. L'ultima parte non so se sia vera, ma suona credibile.
Nordland '99 (Danimarca, 2022) - dal 31/07/2025 su Serially: piccola città di provincia danese, 1999. Fanno tutti finta di essere ilari e spensierati, ma ogni tanto si ricordano di abitare in un foruncolo acquitrinoso privo di luce solare prima della diffusione dell'ADSL e inevitabilmente si intristiscono. Il giovane Alex scompare misteriosamente dopo una festa, e i suoi migliori amici Lukas e Kris si uniscono a sua sorella Emma per ritrovarlo. Dopo un po' si sveglia fuori anche il babbo di Lukas, che dovrebbe essere lo sbirro principale del paesello ma in realtà è il più depresso di tutti. Verranno fuori segreti brutti, ma raccontati bene. Serie consigliatissima agli amanti del noir scandinavo.
Extra
Qualche notizia dal mondo delle serie. (a cura di Giulia Ciappa)
La serie tv della settimana: Non è esattamente una serie, però…
Cose che solo lui può permettersi
Altro gradito ritorno
Spinoff sui presidenti
Bond, il prossimo Bond
Inedite ancora per poco
Fuori le serie! torna in forma ridotta nelle prossime due settimane, per segnalarvi brevemente le uscite, ma senza Nicola Cupperi. Ci rivediamo a pieno regime a fine agosto, con l’uscita di venerdi 22 agosto! Ciao e a presto.



