Fuori le serie! 🛋️ #291 - Oh, Barry / Well, you kissed me / And stopped me from shaking / And I need you today
Fermi lì che c’è l’ultima stagione di Barry. Avete recuperato tutto? Sicuri e sicure? Ottimo. Adesso, volendo, potete dare un’occasione anche a Washington Black (con Sterling K. Brown) e al finto reboot di Matlock (con Kathy Bates).
Escono
DISNEY+
Washington Black (Usa, 2025) - dal 23/07/2025
Volendo riassumere approssimativamente un romanzo di impatto come Le avventure di Washington Black di Esi Edugyan, si potrebbe dire che è 12 anni schiavo raccontato dal punto di vista di un artista bambino, che quando fugge (a bordo di un dirigibile) dalla piantagione di canna da zucchero nelle Barbados in cui è stato torturato, comincia a scrivere la propria fiaba – non priva di asperità. Siccome la miniserie l'ha voluta e prodotta Sterling K. Brown, che difficilmente avrebbe potuto interpretare il giovane protagonista George Washington Black, l'attenzione si sposta leggermente. Il peregrinare fantastico e intellettuale del geniale Wash, alla scoperta della libertà ma anche del senso di colpa che ne deriva, si concentra soprattutto sulla comunità di Black Halifax, che prende spunto dalla Storia: una delle possibili destinazioni della celebre ferrovia sotterranea – che permise a decine di migliaia di schiavi di fuggire dalle piantagioni – era proprio la Nuova Scozia, sull'estrema costa est canadese. Qui, nella fiaba di Washington Black, l'avventuriero Medwin Harris interpretato da Sterling K. Brown ha fondato una cittadina di cui è sindaco e leader carismatico. Qui è dove viene accolto e cresciuto il giovane fuggitivo ricercato, che almeno per un po' si piazza sotto l'ala protettiva di un attore candidato all'Oscar che può dare alla serie la giusta spinta di glamour e menzioni sui social media.
PARAMOUNT+
Matlock (Usa, 2024) - dal 27/07/2025
A parte che Kathy Bates può ben fare tutto quello che le pare, e se pensi il contrario sei una persona matta (che non ha mai visto Misery non deve morire). Ma sulla carta, in effetti, si fa fatica a pensare a una serie meno impellente di una versione di Matlock aggiornata al ventunesimo secolo. Un po' perché l'eponimo protagonista dello sceneggiato anni '80/'90 era un avvocato gentiluomo del sud che a ogni puntata si batteva per la verità e per scagionare un innocente, propugnando un messaggio di ingenuità fanciullesca che non possiamo più permetterci nemmeno nella finzione tv e che comunque, già allora, era puro escapismo anacronistico. E un altro po' perché incastrare un'attrice enorme come Bates in un procedurale sempre tutto uguale a se stesso assomiglia a un prepensionamento immeritato. Viene fuori, invece, che il Matlock rispolverato è giusto un MacGuffin per introdurre con sapienza una storia tutta nuova. Che fa certamente l'occhiolino all'originale – simil-procedurale con protagonista avvocata vecchia scuola che punta a verità e giustizia – ma si prende tutte le sue libertà inedite, e soprattutto svecchia la struttura narrativa introducendo una struttura portante orizzontale che si evolve lungo tutto l'arco della stagione.
Escono anche
Lettere dal passato (Turchia, 2025) - dal 23/07/2025 su Netflix: didascalica ed enfatica fin dal titolo, Lettere dal passato pare una roba creata in laboratorio da un alchimista alla ricerca dell'essenza di serie turca. Piani temporali che si alternano, personaggi su personaggi che si intrecciano e si ammucchiano, segreti, tradimenti, amori passati-presenti-e-futuri, famiglie, sogni, retorica. In pratica, la prof. di un liceo fa scrivere ai suoi alunni delle lettere indirizzate ai se stessi del futuro. Poi se le scorda lì e vent'anni dopo sua figlia le scopre, decidendo di spedirle veramente e innescando eventi su eventi su eventi su eventi.
Trigger (Corea del Sud, 2025) - dal 25/07/2025 su Netflix: se volete un promemoria su quale sia il problema della specie umana, provate a fare un sondaggio su Imagine: metà della gente tirerà fuori la bandiera della pace che porta sempre con sé per asciugarsi le lacrime, che sono anche quelle dei bambini di Gaza; l'altra metà urlerà CHE PALLE e si allontanerà per andare a sparare agli scoiattoli. A questi ultimi è dedicato Trigger, k-drama che invece di immaginarsi una Corea senza armi, se ne immagina una in cui pistole fucili e quant'altro diventano, improvvisamente, facili da reperire neanche fossimo in Texas.
Il parcheggio muto delle docuserie
NETFLIX
Critical - Codice rosso (Gb, 2025) - dal 23/07/2025
Tornano
APPLE TV+
Acapulco (Usa, 2021) - quarta stagione dal 23/07/2025
Apple Tv+ va giustamente alla caccia degli spettatori ispanofoni statunitensi (le stime parlano di 50 milioni di persone) e oltre – lo spagnolo rimane pur sempre la seconda lingua più parlata al mondo – e quindi se n'è uscita con questa commedia non sitcom che si svolge in flashback e che in comunicatostampese va descritta così: ambientata nel 1984, è la storia del ventenne Máximo Gallardo, il cui sogno si realizza quando ottiene un lavoro come tuttofare nel più lussuoso resort di Acapulco; capisce presto, però, che il lavoro è molto più complicato di quanto immaginasse, e che per avere successo sarà costretto a imparare a navigare tra una clientela esigente, un mentore scostante e una situazione famigliare complicata, senza farsi indurre in tentazione da sotterfugi o scorciatoie. Acapulco, purtuttavia, si ispira a un film del 2017 che partiva effettivamente dallo stesso presupposto produttivo: soldi USA per una produzione bilingue che potesse attirare un nuovo, folto pubblico di ispanofoni. Il film era How to Be a Latin Lover. Io me lo ricordo How to Be a Latin Lover. Era una commediola in cui Eugenio Derbez e Rob Lowe facevano i gigolò in giro per la città alla ricerca di cariatidi abbastanza ricche da valer la pena di essere sposate, e abbastanza sul punto di morte da sperare in una pronta dipartita e in un rapido incasso dell'eredità. Davvero servono quattro stagioni per raccontare la storia delle origini di due pasturatori di vecchie benestanti? Apparentemente sì.
NOW
Barry (Usa, 2018) - quarta stagione dal 23/07/2025
Non state leggendo male voi e non abbiamo sbagliato noi: c'è una quarta (e ultima) stagione di Barry in uscita e arriva solo due settimane dopo aver annunciato gaudium magnum la distribuzione su suolo italico della terza. Questo succede perché il mondo è un posto infido e in Italia viviamo ancora, per certi versi, su una tempolinea parallela della distribuzione tv, in cui Barry è arrivata con tre anni di ritardo e dunque adesso si fanno le corse per recuperare, ché tanto di là dall'oceano è già tutto finito da un bel po'. Questo per dire che Barry è talmente bella da essere persino anacronistica, come le migliori poesie. Ed è fra le poche serie USA ad essersi concluse secondo i dettami del creatore, e non secondo i bisogni del produttore e/o distributore. Questo la rende una storia compatta, priva di riempitivi inutili. Una narrazione che rispetta il vostro tempo, oltre a farvelo spendere in maniera deliziosa e in compagnia di gente che una volta metteva anche una certa allegria – nonostante tutto – per poi finire arrugginita dall'amarezza di un finale perfetto.
Extra
Qualche notizia dal mondo delle serie. (a cura di Giulia Ciappa)
La serie tv della settimana: Squid Game
Il pilota VPN della settimana: Nautilus
A letto col nemico?
Better be happy
Owen prosegue


